fine del petrolio: minaccia o splendida opportunità?
Il movimento delle “Città di Transizione”
Già oltre 100 città nel mondo hanno cominciato il loro percorso di Transizione
Cos’è il movimento di TransizioneIl mondo sta fronteggiando tre grandi problemi strettamente correlati:
1. il riscaldamento globale
2. l’esaurimento delle capacità di estrazione del petrolio (Picco del Petrolio)
3. l’esaurimento di molte delle principali risorse non rinnovabili
Dopo anni di negazione questa situazione è ormai ampiamente certificata sul piano scientifico e le conseguenze di questa singolare “tempesta ” cominciano a manifestarsi concretamente nelle nostre vite.
Il movimento di Transizione prende atto della situazione e del fatto che non esistono oggi soluzioni che consentano di continuare a vivere, lavorare, produrre come se niente fosse: è necessario un cambiamento profondo perché il pianeta non può sostenere un sistema basato sulla crescita costante e sulla sistematica distruzione della biosfera.
Allo stesso tempo, si basa sulla convinzione che l’uomo possiede la creatività e le capacità necessarie a immaginare un percorso di uscita da questa situazione estremamente critica.
Come nasce
L’idea della Transizione è scaturita dal lavoro di Rob Hopkins (insegnante e progettista di sistemi sostenibili) e ha preso forma solo tre anni fa nella città di Totnes (Devon - UK) che si è trasformata nella prima Città di Transizione (Transition Town) del mondo.
Il movimento propone il coinvolgimento dal basso delle comunità che si attivano per riprogettare sé stesse cercando risposte alle sfide proposte dall’attuale scenario.
Cosa propone
Rilocalizzazione alimentare e produttiva, sostegno all’economia locale, autonomia energetica, sviluppo di pratiche sostenibili e dell’economia relazionale sono i principali ambiti di impegno delle comunità, il tutto in un ottica di massima sostenibilità di ogni processo.
Ognuna sceglie la sua via e le proprie specifiche priorità. La Transizione infatti non propone ricette predefinite, si occupa piuttosto di fornire informazioni, metodologie e strumenti che aiutino la comunità a immaginare e raggiungere i suoi obiettivi.
Inclusiva e priva di approcci ideologici
La Transizione non ha approcci ideologici ai problemi, opera “con” e non “contro” le realtà esistenti, siano esse associazioni, amministrazioni locali, istituzioni o realtà non formalizzate. Il suo è un vero e proprio “metodo” progettato per creare reti e favorire la creatività e il pensiero collettivo.
Efficace, divertente e contagiosa
Le esperienze in corso in oltre 100 comunità che hanno ufficialmente intrapreso il percorso di Transizione stanno dimostrando che questo sembra essere un ottimo modo per attivare l’entusiasmo e l’inventiva delle persone, producendo subito risultati reali e tangibili: orti, fattorie collettive, foreste commestibili, riqualificazione energetica, riprogettazione dei trasporti, localizzazione delle produzioni.
Inoltre, grazie ai metodi e agli strumenti che il movimento diffonde, dare vita a una comunità in Transizione è facile e divertente. Ecco perché il “contagio” si sta spargendo per il mondo in modo così veloce.
Ora anche in Italia
Anche l’Italia si è unita alla “festa” con la nascita a Monteveglio (Bo), lo scorso ottobre, della prima Iniziativa di Transizione ufficiale dell’Europa continentale. Qui si è svolto anche il primo Training italiano tenuto dagli istruttori inglesi a seguito del quale altre comunità hanno deciso di intraprendere il cammino.
Una seconda iniziativa, non ancora ufficiale, si è costituita a Granarolo (Bo), una terza è in fase di costituzione a L’Aquila e altri gruppi stanno considerando l’idea di partire.
A Monteveglio, ma con l’apporto di persone di molte altre regioni italiane, si sta inoltre costituendo Transition Italia ONLUS che fungerà da hub italiano del movimento.
A Ferrara
Giovedì 22 gennaio 2009 Cristiano Bottone, uno dei principali referenti del movimento italiano delle “Città di Transizione” è stato invitato a Ferrara da un gruppo di cittadini aderenti ai
GAS ferraresi.
L’incontro di Ferrara è riportato nel suo blog,
“Io e la transizione”:
La sala era gremita, il suo intervento è stato più che interessante.
Cristiano è tornato a Ferrara
mercoledì 13 MAGGIO 2009, alle 20.3
0 presso il Centro di Mediazione alla base del Grattacielo (
vedi allegato).
Ulteriori informazioni:Ferrara - Città di Transizione
per entrate in contatto col referente del movimento a Ferrara scrivi a
peterpingus@gmail.comIl sito del Transition Network internazionale:
http://transitiontowns.orgIl blog di Rob Hopkins, fondatore e ispiratore del movimento:
http://transitionculture.org/Il sito di Transition Italia :
http://transitionitalia.wordpress.comIl blog di Cristiano Bottone, impegnato nella diffusione del movimento in Italia:
http://ioelatransizione.wordpress.comIl manuale della Transizione:
http://transitionculture.org/shop/the-transition-handbook/presto disponibile in italiano da Macro Edizioni
Transition Italiac/o Centro San Teodoro
via Abbazia
40050 Monteveglio (Bo)
Italy
Cristiano Bottonecristiano.bottone@transizione.orgEllen Bermann
ellen.bermann@transizione.org