Storia a lieto fine per 37 cani e i cittadini che li hanno adottati

Nella foto i cani e il controllo chip

 

“I cani che 4 anni fa vennero presi in adozione da 44 cittadini, senza alcuna certezza che rimanessero per sempre con loro, oggi siamo felici di poter dire che quel legame affettivo che si era creato fra queste persone ed i loro fedeli amici a quattro zampe durerà per sempre”.

Sono le parole del comandante Claudio Castagnoli a commento della sentenza della Corte di Cassazione che ha messo la parola fine al percorso cominciato nel 2017, quando la Polizia provinciale e il Servizio Veterinario dell’Azienda USL di Ferrara diretto da Chiara Bernardelli, intervennero presso un casolare dov’erano detenuti 34 cani, in una situazione non rispettosa delle esigenze etologiche degli stessi.

L’allora proprietaria degli animali venne, quindi, indagata e poi rinviata a giudizio per il reato previsto dall'articolo 727 del codice penale, perché aveva detenuto cani, in numero superiore a 30, in condizioni di gravi carenze igieniche, con pregiudizio per la loro salute e pertanto in condizioni incompatibili con la loro natura, oltre a essere fonti di gravi sofferenze.

Vennero, infatti, accertate gravi carenze sia in relazione all’alimentazione degli animali che all’igiene, nonché condizioni microclimatiche inadeguate soprattutto per i cani più giovani, che risultarono, inoltre, privi di adeguati stimoli sensoriali e sociali, necessari per un corretto sviluppo psico-fisico.

I 34 animali, tutti posti sotto sequestro, successivamente divennero 44 per la nascita di 10 cuccioli, numero ad oggi, purtroppo, ridottosi in seguito al decesso, nel tempo, di 7 cani.

Con la sentenza della Cassazione la Polizia provinciale sta ora contattando i privati cittadini a cui erano stati affidati in custodia temporanea gli animali, che con gioia apprendono di poter tenere per sempre i loro fedeli amici.

I cani sequestrati erano 30 Alaskan Malamute, 11 Pastori Shetland e 3 Volpini di Pomerana. “Un ringraziamento sentito al Canile municipale di Ferrara, a quello della Lega Nazionale Difesa del Cane di Ferrara ed al Canile intercomunale di Portomaggiore - continua Castagnoli – che con grande amore e cura si presero cura, nell’immediatezza dei fatti contestati, dei cani sequestrati, sostenendo anche consistenti spese a riprova del loro amore per gli animali. Un grazie come sempre alla Procura di Ferrara – conclude - per l'attività profusa a difesa del benessere degli animali”.

L’imputata è stata condannata definitivamente ad un'ammenda di 6.000 euro, oltre alle spese processuali e al risarcimento di quelle sostenute da un canile per gli interventi chirurgici ed altri costi per il mantenimento in vita dei cani.

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