Sp di Pontegradella: una replica al vicesindaco di Ferrara Nicola Lodi

Strada provinciale di Pontegradella

 

In merito alla presa di posizione del vicesindaco di Ferrara, Nicola Lodi, in riferimento alla via Pontegradella (vedi articolo Carlino Ferrara in allegato) e in modo particolare ai problemi di percorrenza per i ciclisti, è utile ricordare quanto segue.

Lungo il tratto di circa 500 metri, tra i centri abitati di Ferrara e Pontegradella, la manutenzione del verde è in realtà sotto controllo. La Provincia, infatti, ha provveduto a un primo sfalcio meccanico e nei giorni scorsi la ditta esterna incaricata ha ultimato il secondo passaggio a mano, per completare l’intervento.

Il lampeggiante di avviso attraversamento pedonale, di competenza del Comune di Ferrara, risulta non funzionante per chi proviene da Pontegradella.

Dai recenti sopralluoghi fatti dai tecnici provinciali della viabilità, il manto stradale non presenta livelli di usura da rendere necessari interventi urgenti, mentre la carreggiata sul lato canale è interamente protetta da guard rail.

Manca la linea di mezzeria perché la strada è stretta e non allargabile. Se si procedesse con la segnaletica orizzontale, ciascuna delle due corsie sarebbe di larghezza inferiore ai limiti consentiti dalla legge.

Su tutto il tratto è stato introdotto il limite dei 50 chilometri orari e non è consentito per legge introdurre dossi in ambito extraurbano.

In sintesi, per le caratteristiche strutturali, la strada non è adatta per i ciclisti, essendo percorsa a lato da apposita pista ciclabile, per l’intero tratto oltre il canale. Il problema è che non ci sono ponticelli a sufficienza per raggiungerla. Ne servirebbero altri due o tre (cioè uno ogni 200 metri circa) per rendere possibile l’introduzione di un divieto di transito alle biciclette e trovare così soluzione al problema della pericolosità per le due ruote. Ma questo è un intervento cui dovrebbe provvedere, per competenza, il Comune di Ferrara.