La Consulta provinciale dell'economia e lavoro traduce il Patto-Focus Ferrara in progetti

 

“Ringrazio tutti i componenti della Consulta per il complessivo sforzo progettuale fatto”.

Con queste parole il presidente della Provincia, Gianni Michele Padovani, ha aperto i lavori della Consulta provinciale dell’economia e lavoro riunita in videoconferenza.

Uno sforzo progettuale, dopo la sottoscrizione del Patto per il lavoro e per il clima – Focus Ferrara del 18 novembre 2021, tradottosi nella presentazione di 66 schede progetto da parte dei Comuni e delle rappresentanze del mondo sociale e imprenditoriale.

Da qui è partito il lavoro in sede tecnica compiuto dagli esperti di Art-ER (la società consortile creata dalla Regione nel 2018 per favorire la crescita sostenibile del territorio dell’Emilia-Romagna) e da quelli assegnati sempre dalla Regione alla provincia estense per i fondi Pnrr.

Adele Del Bello ha relazionato sull’attività svolta dai 4 esperti Pnrr (oltre a lei, Patrizia Saggini, Rossana Corrado ed Enrico Callegari) da gennaio di quest’anno. In sintesi, un’attività di scouting sui bandi, di consulenza e di analisi su un campione di 14 procedimenti amministrativi con il compito di suggerire strade e modalità per ridurre i tempi delle procedure e per smaltire gli arretrati. Il tutto svoltosi in 24 incontri con i Comuni del territorio.

A Roberto Righetti di Art-ER, invece è toccato il compito di fare sintesi del lavoro di esame sulle 66 schede. Un lavoro comune volto con gli esperti Pnrr, innanzitutto sulla strategicità dei progetti ritenuta dai vari partner, oltre alla loro cantierabilità e finanziabilità.

Il tutto esaminato sotto la lente dei quattro obiettivi di fondo del Patto sottoscritto lo scorso novembre: demografia, green, connessioni (materiali, digitali e con altri sistemi territoriali) e investimenti.

Secondo un monitoraggio aggiornato a maggio scorso, ammontano a 445 milioni le risorse Pnrr nel frattempo assegnate alla provincia ferrarese, secondo i filoni del Piano: coesione e inclusione, salute, competitività, istruzione e ricerca, mobilità sostenibile.

L’analisi successiva è stata compiuta dai tecnici raggruppando le 66 schede per matrici. Quella territoriale, secondo le Agende trasformative urbane per lo sviluppo sostenibile (Atuss), le Strategie territoriali aree montane e interne (Stami), o le aree ecologiche del Mezzano, e la matrice tematica: Zona logistica semplificata (Zls), ciclabili (ossia i raccordi su scala provinciale con le dorsali come la Vento, l’Adriatica o quella del Sole), le Comunità energetiche (con le opportunità e spazi aperti dalla recente legge regionale sul tema), oltre a Turismo, Agroalimentare, sviluppo sostenibile e governo del territorio.

Nella strategia di sviluppo rientra il capitolo petrolchimico, con l’accordo Regione-Ateneo estense per affidare a brave a Unife un progetto d’area sull’assetto della chimica a Ferrara, oltre ad altri progetti d’investimento sull’area.

La proposta finale di aggregare le schede sulla base dei temi sintetizzati in sede tecnica, di procedere conseguentemente alla costituzione di singoli tavoli tematici e la richiesta rivolta ai componenti della Consulta – Comuni, Tavolo imprenditoria e rappresentanze economiche, sociali e delle professioni – di esprimere la volontà di far parte dei vari tavoli, ha raccolto l’ok del plenum del tavolo provinciale.

Questo, dunque, il senso di marcia riassunto dal presidente Padovani in chiusura d’incontro, per dare gambe specie ai momenti decisivi e operativi della cantierabilità e finanziabilità dei progetti, ossia, come si usa dire, alla loro messa a terra.