Il percorso della Regione per il riordino territoriale fa tappa a Ferrara

Incontro nella sala del Consiglio comunale di Ferrara con rappresentanti istituzionali, università e del mondo economico e sociale

Data: Martedì, 16 Giugno 2026

Tempo di lettura: 5 min

Immagine: DSCN1398a

Giunta regionale - Agenzia di informazione e comunicazione

Data 16/06/2026

Riordino territoriale. Luogo al cambiamento, quinta tappa a Ferrara del percorso della Regione per ridisegnare il sistema degli enti locali dell’Emilia-Romagna: al via il confronto con territori e istituzioni per rafforzare governance, servizi e collaborazione tra Comuni. L’assessore Baruffi: “Maggiore forza ai territori, a partire dai contesti più fragili, e alla capacità di risposta ai bisogni delle cittadine, dei cittadini e delle comunità”

Presenti il vicesindaco di Ferrara, Balboni, e il presidente della Provincia, Garuti. Previsti uno spazio digitale dedicato e una campagna di comunicazione per favorire la partecipazione online di portatori di interesse, cittadine e cittadini

Bologna – Ventuno Comuni, oltre 340.400 abitantitre le Unioni a cui aderisce il 45% delle municipalità ferraresi, escludendo il capoluogo. Un sistema di enti locali che conta 2189 dipendenti, il 7,2% del totale in regione, e una capacità di spesa pari a 457 milioni di euro, il 7,2% del totale regionale.

È da questa fotografia della capacità amministrativa negli Enti locali del territorio della provincia di Ferrara, realtà da cui prosegue il percorso partecipato promosso dalla Regione per ripensare il funzionamento delle istituzioni locali, rafforzare la collaborazione tra entimigliorare organizzazione e servizi, ridurre le differenze territoriali e costruire le nuove scelte attraverso il confronto.

Questa mattina a Ferrara la quinta tappa di ‘Luogo al cambiamento’, una serie di nove incontri territoriali, uno per provincia, previsti dalla Regione per costruire insieme a Comuni, Province, Unioni e Città metropolitana la riforma del riordino territoriale regionale: un processo partecipato che punta a rafforzare il modo in cui gli enti, a tutti i livelli, programmano e lavorano insieme, migliorando al tempo stesso la capacità amministrativa, la gestione delle risorse e l’organizzazione dei servizi offerti a cittadine e cittadini sui diversi territori.

Ad aprirei lavori, l’assessore regionale alla Programmazione strategica e attuazione del Programma, Davide Baruffi, il vicesindaco di Ferrara, Alessandro Balboni, e il presidente della Provincia, Daniele Garuti.

Il territorio di Ferrara è caratterizzato da una presenza di Comuni medi e medio grandi: oltre la metà è tra i5 mila e i 15 mila abitanti, uno su quattro ne ha più di 15mila. Sei Comuni su 21 hanno meno di 25 unità di personale. I Comuni del territorio ferrarese associati in Unioni hanno una buona propensione alla collaborazione nella gestione di funzioni e attività con altri Comuni e con la Provincia. Le Unioni gestiscono mediamente 7 funzioni sulle 13 finanziate dal Piano regionale territoriale (Prt): 9 funzioni gestite dalle Unioni di Comuni ‘Terre e Fiumi’ e ‘Valli e Delizie’ e 3 funzioni da ‘Terre del Delta’.
Sono presenti diversi Comuni 'polo' che supportano i Comuni limitrofi diverse funzioni. La Provincia svolge la funzione sismica e altre funzioni specialistiche il territorio e il capoluogo collabora per diverse funzioni con alcuni Comuni limitrofi.

“I Comuni del territorio ferrarese sono associati in Unioni a ‘macchia di leopardo’, con caratteristiche e livelli di consolidamento, benché medio alti, disomogenei sul territorio- sottolinea l’assessore Baruffi-. Questo aspetto rappresenta un punto di partenza per migliorare le sinergie e costruire un’Emilia-Romagna istituzionalmente più forte ed efficiente ma allo stesso tempo sempre più vicina alle cittadine e ai cittadini, capace di rispondere ai cambiamenti sociali ed economici e di accompagnare lo sviluppo dei territori. Insieme alle autonomie locali vogliamo costruire un percorso condiviso che ci permetta di rafforzare la capacità della programmazione complessiva e amministrativa degli enti (a partire da quelli più fragili e periferici), migliorare la qualità dei servizi e ridurre i divari territoriali. Il coinvolgimento diretto di Comuni, Province, Unioni e Città metropolitana è indispensabile per tradurre questi obiettivi in scelte concrete e sostenibili per tutto il territorio regionale”.

“Oggi ospitiamo la tappa di questo percorso a Ferrara- afferma il vicesindaco, Balboni-. Il confronto diretto e la partecipazione sono passaggi necessari, ma solo se servono concretamente a portare le istanze delle realtà locali sul tavolo della Regione per affrontare le sfide del presente senza decisioni prese di comune accordo e condivise. Quella che fu la riforma delle Province fu una scelta gravemente errata cui oggi, anche tramite questo lavoro, cerchiamo di porre rimedio. Il riordino territoriale è un tema molto importante che non può essere ridotto ad una riforma burocratica, ma deve nascere dal rispetto delle specificità dei nostri Comuni. Come Comune capoluogo, Ferrara è pronta a fare la propria parte nel ruolo di polo e di supporto per le comunità limitrofe, ma a patto che il fine ultimo rimanga uno solo, semplificando la vita di imprese e dei cittadini, eliminando i divari e riducendo concretamente le distanze tra centro e periferia”.

“Significativo e condivisibile questo percorso di riordino territoriale- dice il presidente della Provincia, Garuti-, che interpella innanzitutto le Province in una prospettiva di riequilibrio rispetto alla situazione creata a seguito della riforma del 2014. Un percorso partecipato e condiviso, secondo lo stile che come Provincia abbiamo adottato, con i livelli istituzionali e il mondo delle rappresentanze per restituire alle Province il ruolo territoriale che la stessa Costituzione riconosce”.

Il percorso
Il percorso di riordino territoriale promosso dalla Regione Emilia-Romagna, in collaborazione con AnciUpi, Uncem e Città metropolitana di Bologna, è stato avviato dal ‘Documento di indirizzo per il riordino territoriale’, approvato dalla Giunta regionale lo scorso 20 aprile, che ha aperto la fase di confronto e partecipazione con i territori.

Insieme a ProvinceComuni e Unioni di Comuni, Comunità montane Città metropolitana di Bologna, la Regione, attraverso un percorso partecipato fondato sul confronto e sulla collaborazione tra i diversi livelli istituzionali, punta a costruire una riforma del sistema territoriale dell’Emilia-Romagna. L’obiettivo è rafforzare il modo in cui gli Enti a tutti i livelli (Comuni, Unioni di Comuni, Province, Città metropolitana e Regione) programmano e lavorano insieme (governance multilivello) migliorando al tempo stesso la loro capacità di organizzarsi, gestire risorse e offrire servizi (capacità amministrativa).

Maggiori informazioni sul sito Partecipazione al link: https://partecipazione.regione.emilia-romagna.it/piani-programmi-progetti/piano-di-riordino-territoriale

Ulteriori informazioni

Licenza d'uso
Creative Commons Attribution–NonCommercial 4.0 International (CC BY-NC 4.0)

Ultimo aggiornamento:Martedì, 16 Giugno 2026