“Ogni momento di restituzione di una parte del patrimonio culturale è motivo di orgoglio; è il nostro lavoro”.
Sono le parole del maggiore Carmelo Carraffa, comandante del nucleo carabinieri per la tutela del patrimonio culturale di Bologna, in occasione della consegna alla Provincia di Ferrara dell’architrave cinquecentesca che faceva parte del leggendario appartamento del Duca Alfonso I d’Este in Castello Estense, con sopra scolpita la scritta in latino: “Alfonsus Dux III”.
Un ritrovamento partito da una segnalazione fatta al nucleo carabinieri di Bologna da Simonetta Pazzi, guida turistica ferrarese, dopo averla avvistata nel giardino di un’abitazione privata.
Difficile, se non impossibile, capire come ci sia arrivata, anche se Marco Borella, ex dirigente della Provincia e responsabile per anni del Castello, ha spiegato che buona parte delle ragioni storiche della dispersione del patrimonio estense risalgono agli anni immediatamente successivi alla fine del ducato nel 1598, quando il Duca Alfonso II non lascia successori alla dinastia d’Este.
Dalla segnalazione – ha poi spiegato ancora il maggiore Carraffa – è partita l’indagine, in collaborazione con la Procura di Ferrara, cui ha fatto seguito la fase di studio con la consulenza di Marco Borrella.
Confermata l’origine del reperto si è giunti così alla cerimonia di consegna alla Provincia della trave.
“Quella della ricostruzione e restauro dell’appartamento di Alfonso, terzo duca della Ferrara estense – ha aggiunto Borella – è una storia che parte dal 2002”.
In quell’anno, infatti, il prefetto lascia l’appartamento fino allora riservato in Castello, per trasferirsi nell’attuale sede di palazzo Giulio d’Este in città.
Da allora inizia un programma di ricerche archivistiche, archeologiche ed architettoniche, che riportano alla luce i famosi Camerini del Principe, inaugurati, dopo un ciclo di restauri, nell’aprile del 2006.
“Con il ritorno in Castello di questo prezioso elemento architettonico – ha commentato il presidente della Provincia, Daniele Garuti, che ha ringraziato tutti coloro che hanno partecipato all’operazione – prosegue questa affascinante storia del Castello Estense, grazie a una rete di studi e collaborazioni che continuano a scoprire importanti brani del passato di un monumento divenuto simbolo di Ferrara e da sempre sede del potere: dall’epoca degli Este, ai cardinali legati, alla sede dei prefetti”.
Dopo il ritorno della trave di Alfonso, i prossimi passi condurranno alla sua ricollocazione nel percorso di visita del Castello, con destinazione finale nel luogo originario dei celebrati Camerini di alabastro.