La potenziale fragilità demografica, sociale, economica e complessiva nei comuni dell’Emilia-Romagna da un’analisi condotta dall’ufficio statistica della Regione
La potenziale fragilità demografica, sociale ed economica nei comuni dell'Emilia-Romagna.
È un’analisi curata dall’ufficio statistica che la Regione ha aggiornato al 2022.
L’obiettivo è di fornire, in primo luogo al mondo istituzionale, elementi conoscitivi per orientare le politiche tenendo conto delle differenze territoriali, analizzando quindi il diverso impatto che gli interventi possono avere nelle diverse realtà e sulle persone che vi vivono.
Per ciascun ambito considerato (demografico, sociale, economico) indicatori, indici e dati sintetici sono stati gli strumenti statistici per misurare le condizioni che concorrono a indebolire la coesione sociale e il benessere delle persone.
Ad esempio, l’andamento e l’invecchiamento della popolazione definiscono l'ambito di potenziale fragilità demografica. Le reti e le relazioni hanno aiutato a delineare la componente sociale, mentre reddito e abitazione quella economica.
Il risultato è una fotografia sulla situazione della potenziale fragilità, con una posizione assegnata a ciascun comune emiliano romagnolo.
Un’immagine regionale complessiva, dunque, che racconta come la potenziale fragilità aumenta al crescere della distanza dall’asse centrale della Via Emilia e, in particolare, assume i valori più elevati nelle aree appenniniche e nel Basso Ferrarese.
I grandi centri urbani, poi, non sono necessariamente quelli con le situazioni migliori.
In generale la condizione di potenziale fragilità mostra un miglioramento tra il 2019 e il 2022: circa i due terzi dei comuni rimangono in una situazione di fragilità stabile, mentre quelli che passano a un livello di potenziale fragilità più basso sono in numero maggiore rispetto a quelli che passano a un livello più alto.
Guardando al territorio ferrarese, si notano particolari differenze tra comuni.
L’indice sintetico di potenziale fragilità demografica risulta molto elevato in 9 comuni (Riva del Po, Mesola, Goro, Copparo, Jolanda, Codigoro, Fiscaglia, Ostellato, Voghiera) e mediamente elevato in tutti gli altri, ad eccezione di Cento che risulta meno fragile.
L’indice sintetico di potenziale fragilità sociale, invece, resta in generale su livelli medio bassi. In particolare, risulta medio-alto in 5 comuni (Bondeno, Terre del Reno, Riva del Po, Tresignana e Fiscaglia) e molto elevato solo per un comune (Portomaggiore, in cui incide l’elevato ricambio della popolazione straniera e l’alta percentuale di popolazione straniera 0-19 anni sul totale della popolazione residente 0-19 anni).
L’indice di fragilità economica, poi, registra un livello molto alto in alcuni comuni delle aree interne e sulla costa (Mesola, Goro, Tresignana, Fiscaglia, Lagosanto, Comacchio, Portomaggiore), e scende a livello medio-alto in 4 comuni (Bondeno, Riva del Po, Jolanda, Codigoro).
Solo un comune (Vigarano) risulta a bassa fragilità complessiva, mentre 7 Comuni si assestano a livello alto (Bondeno, Riva del Po, Jolanda, Tresignana, Fiscaglia, Codigoro, Portomaggiore).
Questo studio, arrivato alla terza edizione, permette anche un confronto temporale della potenziale fragilità, quindi è possibile rilevare che a fronte del fatto che a livello regionale tra il 2019 e il 2022 i comuni che mostrano un miglioramento superano quelli che mostrano un peggioramento, per i comuni della provincia di Ferrara si rileva una sostanziale stabilità del livello di potenziale fragilità nel quadriennio considerato.
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