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Idrovia Ferrarese nella Legge obiettivo
Zappaterra: «L'idrovia ferrarese inserita nella Legge Obiettivo»
QN - Il Resto del Carlino
del 12/04/2014  ed. Ferrara  p. 13

IL PROGETTO dell'idrovia verrà inserito nella Legge Obiettivo, con tutte le agevolazioni che derivano in termini di finanziamenti, celerità dei lavori e garanzie di realizzazione. E' questa la novità emersa ieri in occasione del convegno 'Un nuovo modo di vedere il mondo. L'idrovia diventa economia', svoltosi ieri nel palazzo del consorzio Wunderkammer. Un dibattito che si è soffermato sull'importanza dell'interazione fra soggetti pubblici e privati nella valorizzazione dell'asse fluviale, in un quadro di riferimento europeo. «Lo scorso ottobre - ha sottolineato Marcella Zappaterra, presidente della Provincia di Ferrara, reduce da una proficua missione a Bruxelles- abbiamo ricevuto l'invito a partecipare, a Tallin, alle giornate informative sui programmi di trasporto dell'Unione europea, per raccontare il progetto dell'idrovia ferrarese come esempio di 'best practice', inseriota nel programma del semestre europeo a presidenza italiana». Un progetto di respiro internazionale dai risvolti economici sul terreno delle realtà locali. «Ferrara - ha proseguito il sindaco Tiziano Tagliani - è una città che nasce sul fiume e si sviluppa grazie a un'economia fluviale. Prima che si creasse una zona industriale, infatti, la parte economica della città era proprio in darsena». Il percorso dell'idrovia a Ferrara coinvolge l'area della darsena di San Paolo, vicino al Meis, il Museo della cultura ebraica, e quella del Petrolchimico. Un itinerario, pertanto, che interessa realtà turistiche, culturali e industriali. «Noi - ha continuato Paolo Schiavina, amministratore delegato del consorzio Ifm - gestiamo un binario esterno all'area del Petrolchimico. Collegandolo alla nostra darsena interna, potremmo realizzare un trasporto di merci». Fra i diversi progetti relativi alle potenzialità dell'idrovia, anche quelli legati al monitoraggio e al trattamento biologico delle acque, o al turismo su imbarcazioni ecologiche. «SIAMO una società startup - ha aggiunto Claudio Bottoni, di 'Innova' - e ci occupiamo di ricerca e sviluppo in campo nautico e aeronautico. Abbiamo pensato a un'unità navale, che abbatta consumi e inquinanti, utilizzando un sistema super-ibrido, con pannelli solari montati sul tetto, in grado di generare elettricità». Un porto turistico, dunque, destinato a non fermarsi alla banchina, ma a volgere lo sguardo anche all'aspetto enogastronomico e alberghiero. Dove «il luogo di turismo - ha concluso Patrizio Bianchi, assessore regionale all'Università e ricerca - non deve essere solo 'mordi e fuggi', ma legato alla nostra identità». Giuseppe Malaspina



Idrovia come "recupero di una identità territoriale"
Estense.com
del 15/04/2014

Incontro per ragionare in termini di opportunità per le imprese locali


Di Silvia Franzoni Ha avuto luogo in una 'camera delle meraviglie' (la sede del Consorzio Wunderkammer) l'incontro odierno "Idrovia diventa economia", un dialogo a più interlocutori che ragionasse dell'idrovia in termini di opportunità lavorativa per le imprese del territorio: un buon auspicio, come lo interpreta la presidente della Provincia Marcella Zappaterra nell'introdurre il "progetto di best practice sulle vie fluviali che sì, ora entusiasma più gli addetti ai lavori che i cittadini, ma che è governance innovativa". Il respiro europeo dell'idrovia è delineato dagli interventi di Paolo Ferrecchi, direttore generale Reti Infrastrutturali Regione Emilia Romagna, e dall'onorevole Alessandro Bratti, i quali sottolineano più volte come il 'progetto Idrovia' sia il prodotto di "un ritorno dell'attenzione del paese, ora in linea con l'Europa, all'importanza delle reti fluviali", un interesse sempre maggiore anche a livello di "connessioni transnazionali dei sistemi di navigazione". Ma è la sinergia tra fondi che si esplica nella governance ad interessare maggiormente: "il nuovo - spiega Lorenza Badiello, servizio di collegamento con gli organi dell'Unione Europea a Bruxelles - e complesso piano del programma settennale di finanziamenti europei incentiverà la collaborazione tra pubblico e privato", un partenariato che può avere come oggetto proprio l'Idrovia. Di questo è convinto anche il direttore generale della Camera di Commercio Mauro Giannattasio, che con decisione afferma che l'Idrovia ferrarese sarà esempio "del dialogo tra dimensioni diverse, di una connessione imprese-territorio non più occasionale, ma rigorosa e scientifica in cui il sistema pubblico crei le condizioni affinché il privato possa operare". La seconda parte dell'incontro è introdotta dal sindaco Tiziano Tagliani, il quale parla di un vero e proprio "debito di identità culturale che Ferrara deve al fiume" del quale il progetto Idrovia può essere "occasione straordinaria di riscatto, di una città che riscopra se stessa e il rapporto uomo-acqua". Il discorso, ora declinatosi nei termini di una Idrovia come recupero culturale, si accresce degli interventi del direttore regionale per i Beni Culturali e Paesaggisitici Carla di Francesco, e delle voci degli imprenditori ferraresi. Inserirsi nella governance è, lo sottolinea l'amministratore delegato IFM Paolo Schiavina, "l'opportunità tangibile di aprire il petrolchimico alla città" e a questo sono volti i numerosi interventi che interesseranno il canale Boicelli e la darsena già esistente, nonché il binario esterno: un "rafforzamento delle infrastrutture - precisa il direttore del centro ricerche di LyondellBasell - che significa sostenibilità ambientale e sostegno per l'intera produttività". L'Idrovia, coi i suoi 812 km navigabili complessivi, richiede però imbarcazioni peculiari: la risposta potrebbe essere data dal progetto di Innova che, come spiega l'ing. Claudio Bottoni, sta sviluppando "una imbarcazione super-ibrida che utilizzi pannelli solari ed assicuri e un abbattimento delle emissioni e il silenzio assoluto". Il progetto, lungi dal doversi intendere solo come sovrastruttura regionale, è anche riqualificazione urbana e "potrebbe risolvere - interviene Matteo Ludergnani dell'Hotel Carlton - la crisi turistica della città grazie ad un turismo fluviale che conta grandi eccellenze in tutta Europa e che potrebbe replicarsi proprio a Ferrara". Ci si immagini dunque un'imbarcazione che attracchi alla Darsena di San Paolo e gruppi di turisti che ne escano in direzione della città, magari passando proprio per il museo nazionale Meis, fino ad arrivare a consumare "quel potenziale enorme che è l'enogastronomia": ne parla in termini di "valore aggiunto" Alessandro Orsatti, presidente di Orsatti Group, che auspica "migliori condizioni di sviluppo di un settore indispensabile per il territorio ferrarese". Le conclusioni sono affidate all'economista Patrizio Bianchi, il quale traduce l'Idrovia come "un grande progetto, un grande lavoro complesso ma unitario che riporti Ferrara a riscoprire la propria identità". http://www.estense.com/?p=376316 - 14 aprile 2014



Per gentile concessione
Documento pubblicato il 15/04/2014 - Ultimo aggiornamento: 30/04/2014
a cura di:
Francesco Lavezzi
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