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Marcella Zappaterra: su Berco non ce l'abbiamo fatta
Nonostante tutti gli sforzi di sindacati, Regione e Governo l'azienda ha rotto
"Su Berco non ce l'abbiamo fatta. Nonostante gli sforzi di sindacati, istituzioni, Regione e governo per trovare un accordo, nonostante estenuanti nottate di discussione l'azienda ha rotto. Forse davvero l'accordo non l'ha mai voluto".

Marcella Zappaterra da Facebook (https://www.facebook.com/marcellazappaterra )


Estense.Com
Berco, niente accordo
La trattativa si chiude nella notte con il no dell’azienda

Copparo. L’azienda rompe la trattativa, l’ultima trattativa. Alle 2.30 le parti hanno lasciato via Fornovo, a Roma, sede del Ministero del Lavoro, con un nulla di fatto. L’operazione salvezza, l’ultima spiaggia, che centinaia di lavoratori stavano aspettando, è fallita.
Il drammatico annuncio arriva sui social network dalla presidente della Provincia di Ferrara Marcella Zappaterra: “Su Berco non ce l’abbiamo fatta. Nonostante gli sforzi di sindacati, istituzioni, Regione e governo per trovare un accordo, nonostante estenuanti nottate di discussione l’azienda ha rotto. Forse davvero l’accordo non l’ha mai voluto”.
Eppure la doppia proroga di ieri della trattativa aveva fatto sperare in un esito positivo. Prima le parti – riunitesi al tavolo dopo pranzo – si sono date appuntamento alle 19, per poi proseguire a oltranza nella notte. Il ministero aveva proposto di inserire la voce ammortizzatori speciali per Berco nel  perimetro del “decreto del fare”, ma fino all’ultimo il doppio tavolo (ministero e azienda con Confindustria da una parte e sindacati e istituzioni con ministero dall’altra) non è riuscito ad avere un confronto diretto con l’ad. Intorno a mezzanotte e 40 c’è stata l’ultima offerta dei sindacati alla Morselli, il cui contenuto non è ancora noto. Ma dall’altra parte è arrivato un secco no. E così da domani partiranno le lettere di licenziamento per più di 500 persone, di cui oltre 400 solo a Copparo.
Qui, in via Primo Maggio, ha continuato tutta la notte il presidio degli operai, con centinaia di persone che si sono aggiunte man mano che la vertenza romana teneva sempre più col fiato sospeso i diretti interessati. Domani mattina si terranno le assemblee per spiegare il contenuto del tavolo e le conclusioni della notte. Poi i lavoratori decideranno di conseguenza. Molti, anche nei giorni scorsi, si erano dichiarati disposti a bloccare la fabbrica a oltranza, ma il permesso della questura per il presidio è scaduto mercoledì.
A Castelfranco Veneto, dove si trova un altro importante stabilimento Berco, gli operai hanno preannunciato di essere pronti all’occupazione ad oltranza e al blocco della produzione.
“La Berco si è assunta la responsabilità di mettere a rischio non solo il futuro dei 611 lavoratori per cui aveva avviato le procedure di mobilità – commenta Guglielmo Gambardella della Uilm -, ma la sopravvivenza dell’intero gruppo siderurgico. L’azienda non ha accolto l’ipotesi d’accordo proposto ufficialmente dal ministero del Lavoro e per tutta la durata del negoziato  è rimasta rigida sulle proprie posizioni, puntando solo sul praticare licenziamenti, una condizione inaccettabile per i sindacati e le istituzioni presenti al tavolo. Tale arroccamento ha vanificato proprio  il lavoro delle istituzioni e le aperture offerte dalle organizzazioni sindacali che si erano rese disponibili anche a rinegoziare il salario aziendale”.
Uno dei punti sui quali al precedente incontro c’erano state scintille tra Morselli e ministro, riguardava l’accusa da parte dell’ad di aver costruito una proposta spalmata sulle esigenze dei sindacati, una proposta in sostanza unidirezionale. “Poco prima della firma del verbale del mancato accordo – fa sapere in proposito Gambardella -, la direzione generale del ministero del Lavoro ha respinto con vigore l’illazione che il testo proposto abbia tenuto in considerazione solo una delle parti. La verità è che il ‘management’ italiano di Berco, ed è bene ripeterlo, non ha mai svolto una trattativa, ma  ha solo ribadito al tavolo la nefasta volontà di licenziare personale. Questa caparbietà fa male ai lavoratori, ai sindacati che li rappresentano e alle istituzioni italiane, come il governo, che hanno ricevuto questa notte un grave smacco. Ma, per un effetto a catena, non solo la proprietà dell’azienda in questione, ma anche la stessa capogruppo in Germania, rischiano di registrare delle ripercussioni negative a partire dall’imminente giudizio dei mercati”.



QN - Il Resto del Carlino  02/08/2013  VALERIO FRANZONI ed. Ferrara  p. 3
Berco, faccia a faccia tra il ministro Giovannini

Di VALERIO FRANZONI HANNO giocato tutte le carte a loro disposizione le istituzioni e i sindacati per trovare un accordo sulla vertenza Berco. Ieri si sono disputati i tempi supplementari di una trattativa (con la procedura che è scaduta ufficialmente mercoledì, ma è stata congelata) che è andata avanti a singhiozzo, tra aperture e ripensamenti dell'amministratore delegato Lucia Morselli, che ha obbligato le parti sociali a tre giorni di fuoco, tra confronti, discussioni per cercare di bloccare l'avvio della mobilità. Il vertice è andato avanti sino a tarda notte; l'ultimo tentativo di mediazione, prima di dare avvio ufficiale al tavolo alle 19, è stato del ministro del lavoro, Enrico Giovannini, che ha incontrato Morselli per un faccia a faccia. La proposta è stata quella di una rinuncia delle parti sociali a una parte dei contratti integrativi aziendali (i benefit di miglioramento salariale) per i lavoratori in cambio della promessa che Berco non dia avvio ai licenziamenti forzati, ma, eventualmente, volontari con incentivi all'uscita. Una soluzione non ottimale, ma condivisa da parte di istituzioni e organizzazioni sociali per sventare il taglio di 509 posti di lavoro. L'ATTESA è stata lunga, nella speranza che l'amministratore delegato accettasse questo accordo. «Ormai siamo allo snodo di questa trattativa durissima - ha detto la presidente della Provincia, Marcella Zappaterra, in una pausa, prima di rientrare al tavolo di trattativa -. Le istituzioni, dal ministro Giovannini, al presidente della Regione Vasco Errani, ai direttori dei dicasteri del lavoro e dello sviluppo economico hanno profuso il massimo impegno, facendo tutto quanto era in loro potere. Spero che la trattativa si concluda con un accordo nell'interesse dei lavoratori e di tutto il nostro territorio». ALLA seduta di ieri ha partecipato come osservatore anche l'ambasciatore tedesco in Italia, interessato all'esito del confronto. «Al momento non ci sono state svolte - ha riferito Sandra Rizzo, segretaria provinciale della Fim Cisl ; speriamo che si possa arrivare a un punto di accordo. Onestamente non ho idea di come si concluderà la vertenza. Ho l'impressione che Morselli stia tentando di sfiancarci». «Siamo in una situazione di stallo - ha fatto eco alla collega, il segretario dell'Ugl, Alberto Finessi -. Siamo veramente sfiniti e mi auguro che il sacrificio che stiamo facendo noi qui e i lavoratori davanti ai cancelli dello stabilimento di Copparo sia compensato da una buona notizia». Ed è ai lavoratori che è rivolto il pensiero delle parti sociali, sono ben otto i giorni di presidio no-stop davanti ai cancelli della fabbrica in via I maggio, sotto il sole, di notte, in attesa di notizie da Roma. ANSIA e preoccupazione anche dal sindaco di Copparo, Nicola Rossi, che ieri non ha potuto partecipare al tavolo decisivo per motivi personali, ma che comunque si è mantenuto in costante contatto telefonico con la presidente della Provincia Zappaterra, per cercare di carpire ogni minimo elemento di novità rispetto alla trattativa in corso. Tutto è in mano a Lucia Morselli, alle indicazioni che ha ricevuto da parte dei vertici di Thyssen Krupp, l'azionista di maggioranza del gruppo Berco.



La Nuova Ferrara  02/08/2013   ed. Nazionale  p. 17
Berco, notte di fuoco. Si cerca l'intesa
Copparo, trattativa no-stop al ministero del Lavoro. Duemila lavoratori in ansia attendono una soluzione positiva

COPPARO- Ore di trepidazione al presidio davanti allo stabilimento della Berco nell'attesa di notizie positive in arrivo da Roma. Durante tutta la giornata una cinquantina di lavoratori hanno stazionato davanti ai cancelli, il numero è andato progressivamente aumentando dal pomeriggio inoltrato quando la canicola si è fatta meno opprimente e verso le 21, al calar dl sole, erano oltre un centinaio i lavoratori presenti. Salvatore Pece, vice presidente del cae, il sindacato europeo, era in costante contatto con i colleghi sindacalisti presenti nella capitale. «I nodi riguardano contratto aziendale e licenziamenti. L'azienda vorrebbe mettere subito in cassa integrazione a zero ore un tot numero di dipendenti e avere mano libera sui licenziamenti. Il ministero sta cercando di modificare il dispositivo per cercare di far arrivare le parti ad un'intesa ma sapere come andrà a finire è un terno a letto. Posso dire che con il trascorrere delle ore la tensione tra i lavoratori aumenta. Domani mattina (oggi per chi legge ndr.) alle 11 faremo le assemblee sperando che nel cuore della notte si raggiunga un accordo».di Maurizio Barbieri
COPPARO Berco, la telenovela continua. Sembrava che la giornata di ieri fosse quella definitiva in un senso o nell'altro e invece mentre scriviamo l'esito finale è ancora da scrivere. Il negoziato doveva riprendere alle 12 al ministero del Lavoro ma, causa impegni del ministro derl Lavoro Enrico Giovannini, è iniziato solo alle 16 con incontri informali tra le istituzioni (per il nostro territorio il presidente della Regione, Vasco Errani e la presidente dell'amministrazione provinciale Marcella Zappaterra, assente invece per precedenti impegni il sindaco di Copparo, Nicola Rossi) e poi tra le istituzioni e i sindacati allo scopo di far convergere ThyssenKrupp, proprietaria della Berco, sulla proposta del governo condivisa dalle istituzioni locali e dai sindacati, questi ultimi disposti a rinunciare ad alcuni benefici contrattuali in cambio di garanzie della stessa Berco sui licenziamenti dicendosi nel contempo disponibile ad esodi volontari incentivati oltre alla cassa integrazione ma alle 17 un nuovo stop causa impegni governativi del ministro e del direttore generale dello stesso ministero, Onelli. Nelle stanze del ministero ha fatto la sua apparizione anche l'addetto economico dell'ambasciata di Germania a Roma pare nelle vesti di osservatore in quanto su questa intricatissima vicenda il governo italiano ha interessato anche quello tedesco. Il negoziato è ripreso alle 19,30 e andrà avanti no-stop. Una trattativa lunga, difficile, estenuante sul cui esito finale nessuno si sbilancia. Formalmente, ricordiamo, questo è l'ultimo giorno utile per portare a termine la trattativa anzi, siamo già oltre avendo la proprietà Berco, su richiesta del governo, congelato la procedura riguardante gli esuberi. «Il governo ha messo in campo tutto quanto poteva mettere in campo - afferma la presidente della Provincia Marcella Zappaterra prima della ripresa della trattativa, attendiamo la risposta dell'azienda. Noi come enti locali ed anche i sindacati abbiamo condiviso questa proposta. Si sta ancora cercando di convincere l'azienda a condividere la proposta fatta dal ministro Giovannini sostenuta da istituzioni e sindacati la quale prevede che i sindacati facciano un passo indietro sul contratto integrativo aziendale e che l'azienda non abbia via libera di partire con i licenziamenti»«I vertici dell'azienda tedesca stanno tenendo una posizione molto rigida che punta a non ritirare i licenziamenti - ha detto Stefano Pedini segretario della Fiom di Imola presente al tavolo ministeriale - c'è tanta tensione e preoccupazione. la rottura delle trattative aprirebbe fortissime tensioni sociali».



Il Sole 24 Ore – 2 agosto 2013
EMILIA ROMAGNA Meccanica
Esuberi Berco, trattativa nella notte
Natascia Ronchetti

Anche il Governo tedesco sta seguendo la trattativa che riguarda Berco, l'azienda meccanica della galassia ThyssenKrupp. Ieri al ministero del Lavoro è ripreso il negoziato tra impresa e sindacati (al tavolo anche un rappresentante dell'ambasciata tedesca) con incontri bilaterali seguiti, alle 19, dal vertice plenario. «Ci auguriamo che l'azienda non voglia rimanere con il cerino in mano della responsabilità della rottura», dice la presidente della Provincia di Ferrara, Marcella Zappaterra. Parole che manifestano anche l'irritualità di un negoziato complicato. In gioco ci sono circa 500 posti di lavoro su un piano di esuberi iniziale di 611 operai.
L'azienda, dopo un lungo braccio di ferro, ha offerto un programma di esodi di incentivati (65mila euro a testa, un totale di 35 milioni), previo verbale di conciliazione. Vale a dire con la rinuncia ad opporsi al licenziamento.
Sindacati e istituzioni hanno presentato a loro volta un documento congiunto con il quale tentano una mediazione, facendo dietrofront sul contratto integrativo se l'azienda accetta di non vincolare gli incentivi all'esodo entro fine anno. Berco siede al tavolo delle trattative con una delegazione guidata dall'ad Lucia Morselli, che nel corso dell'ultimo incontro, dopo aver rifiutato la proposta istituzionale, ha avuto un faccia a faccia con il ministro al Lavoro Enrico Giovannini. Un incontro a quattr'occhi, in tarda serata, che si è concluso con la decisione di aggiornare il negoziato.
(IN ALLEGATO L'ARTICOLO IN PDF)



Per gentile concessione
  
Documento pubblicato il 02/08/2013 - Ultimo aggiornamento: 05/08/2013
a cura di:
Francesco Lavezzi
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