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Berco, incubo finito
La presidente da Roma con un twitter annuncia accordo fatto
Roma, ore 5.50: “incubo finito”. Due parole, quelle scritte via twitter da Marcella Zappaterra, che chiudono una vertenza che rimarrà nella storia. Berco è salva. Tutto il gruppo. Dopo il temuto no della Fiom nazionale, all’alba di oggi è arrivata la tanto sospirata firma. Le parti hanno raggiunto con Thyssenkrupp l’intesa unitaria.L’accordo siglato il 3 agosto in Unindustria a Ferrara (vai all’articolo) con le segreterie territoriali sarà valido su tutto il territorio nazionale. La cassa integrazione straordinaria per riorganizzazione e gli esodi incentivati, oltre a quelli di Copparo, Sasso Morelli e Castelfranco Veneto, saranno applicati anche Busano Canavese (in provincia di Torino), dove erano rimasti “orfani” della trattativa 72 operai.È servita un’altra nove, cin una trattativa fiume iniziata nel pomeriggio di ieri alle 17 e proseguita con riunioni ristrette tra ministero del Lavoro e enti locali (erano presenti nella capitale, oltre alla presidente della Provincia e sindacati, il presidente della Regione Vasco Errani e il sindaco di Copparo Nicola Rossi), solo a tarda notte si è arrivati al tavolo unitario, con ministro Giovannini e l’azienda rappresentata dall’ad Morsucci e dal responsabile del personale Mingozzi). Per la prima volta a Roma erano presenti anche sindacati e istituzioni piemontesi, con il presidente della Regione Roberto Cota, rimasto solo all’inizio.L’ennesima trattativa fiume al Ministero del Lavoro, di oltre dieci ore, ha portato a sfatare i dubbi e polemiche dopo l’insorgere della Fiom nazionale e delle istituzioni piemontesi contrari a un’intesa parziale. L’incertezza sulla firma definitiva al ministero era alta, altissima. Il rischio che fosse messa sul tavolo una nuova ipotesi di accordo con ripresa della trattativa e conseguente irrigidimento dell’amministratore delegato Berco, Lucia Morselli, che in questi mesi si è mostrata impermeabile a qualsiasi proposta, pendeva come una spada di Damocle sulle teste dei lavoratori. L’esito poteva essere un mancato accordo e, a trattativa ormai fuori tempo massimo, l’ad Berco avrebbe quindi potuto in qualsiasi momento far partire le lettere di licenziamento che fin dall’inizio aveva indicato come soluzione ideale per l’azienda.Ora, come detto, partirà un anno di cigs per tutto il gruppo. Lo stabilimento di Busano rimarrà in stato di fermo produttivo e i dipendenti restano sospesi dal lavoro per tutta la durata della cigs. Successivamente l’azienda e la Ragione Piemonte valuteranno azioni per la reindustrializzazione del sito i il ricollocamento del personale..“L’incubo è finito – sbuffa una stremata Zappaterra raggiunta al telefono all’uscita del ministero -. Dopo Basell anche per Berco siamo riusciti a tutelare lavoratori e territorio. E a chi dice che non facciamo niente, ricordo che ora salgo in treno e vado direttamente in ufficio a Ferrara”. 


Dal quotidiano on line Estense.com – 8 agosto 2013 - Per gentile concessione
Documento pubblicato il 08/08/2013 - Ultimo aggiornamento: 14/08/2013
a cura di:
Francesco Lavezzi
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