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Rinnovato per il quinto anno il Protocollo per l’anticipazione della cassa integrazione ai lavoratori
Funziona così: i lavoratori aprono una posizione in banca, la quale provvede, senza costi, ad anticipare quanto dovuto dall’Inps sotto forma di assegno per la cassa integrazione. L’istituto di credito incasserà poi da quello nazionale della previdenza sociale quanto anticipato.
È, in sintesi, il contenuto del “Protocollo d’intesa per l’anticipazione sociale per il sostegno ai lavoratori ed alle imprese nelle situazioni di crisi nella provincia di Ferrara”, sottoscritto per il quinto anno consecutivo tra Provincia, Unicredit, Carife e Caricento.
I tempi risparmiati dai lavoratori, come spiegato dall’assessore provinciale alle Politiche del lavoro Caterina Ferri, raggiungono anche i sei mesi. A tanto, infatti, arrivano i ritardi Inps nello staccare gli assegni ai lavoratori finiti in cassa integrazione straordinaria e in deroga. Tempi, va precisato, che dipendono soprattutto dagli stanziamenti del governo.
La novità del rinnovo anche per il 2014 del Protocollo, sta nel fatto che per la prima volta vengono inclusi anche i contratti di solidarietà, rimasti finora fuori dell’accordo.
Da quando lo strumento è stato introdotto nella realtà ferrarese, era il 14 novembre 2009, l’importo complessivo anticipato dalle banche è di oltre 11,5 milioni e nel solo 2013 sono stati pagati in tutto 1.189 lavoratori appartenenti a 59 aziende del territorio, per un importo complessivo di 2.834.983 euro.
Quasi 800mila in più rispetto al 2012, chiosa il direttore di Caricento Ivan Damiano (sottoscrittore del Protocollo dal primo anno), a testimonianza di una crisi che non allenta la presa sull’intera provincia, specie per quanto riguarda il settore manifatturiero. E poca luce il numero uno della banca centese continua a vedere almeno per l’intero primo semestre 2014.
Ferrara è stata tra le prime realtà su scala regionale ad escogitare questo accordo per tutelare lavoratori ed aziende dai morsi della crisi che ha colpito duro dal 2009 in poi. L’ultimo territorio emiliano romagnolo che ha introdotto lo strumento è stato Parma nel 2013.
La buona notizia, come spiegato dalla vicepresidente della Provincia con delega alle attività produttive Carlotta Gaiani, è l’ipotesi in fase avanzata di un unico strumento a livello regionale, con caratteristiche molto simili a quelle messe in pratica nel Ferrarese.
I vantaggi dell’accordo sono stati riscontrati soprattutto nelle piccole aziende, che per dimensioni non hanno risorse, a differenza di quelle più grandi, per anticipare i soldi dovuti dall’Inps.
“Un accordo concreto e utile” lo ha definito il responsabile dell’area commerciale ferrarese di Unicredit Massimo Lanzarini, mentre per il dirigente Gian Luigi Polini “Carife è presente come banca del territorio, che vorrà continuare ad essere anche terminata la riorganizzazione in corso dell’istituto”.
“Il rinnovo per il quinto anno – ha concluso la presidente della Provincia – è la dimostrazione che purtroppo segnali di ripresa per l’economia ferrarese non si vedono ancora”.
In effetti l’amministrazione guidata da Marcella Zappaterra sin da quando si è insediata nel 2009, ha dovuto giocare il proprio peso istituzionale principalmente sul terreno delle numerose vertenze aziendali. “Il Protocollo – ha ricordato – nasce proprio dal tentativo di uscire dagli strumenti tradizionali di tutela dei lavoratori e delle aziende e senza la collaborazione delle banche tutto questo non sarebbe stato possibile”.
Un’ultima preoccupazione sull’anno da poco iniziato è stata espressa dall’assessore Ferri, per la “piega che avrebbe preso la Cig secondo le intenzioni del governo – ha detto – nella prospettiva, che speriamo sia modificata, di un utilizzo più ristretto e difficile dello strumento, con l’esclusione cioè di tutto ciò che non è impresa.

Per ulteriori dettagli sul Protocollo d’intesa, vedi la SCHEDA in allegato.
Documento pubblicato il 08/01/2014 - Ultimo aggiornamento: 09/01/2014
a cura di:
Francesco Lavezzi
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