Provincia di Ferrara

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Presentati i dati del nuovo rapporto sul Mercato del Lavoro in provincia di Ferrara
Trovare una buona notizia nei dati dell’ultimo rapporto sul mercato del lavoro pubblicato dalla Provincia (dati 2012), è come cercare il classico pelo nell’uovo.
“La situazione è peggiore del 2011 – sentenzia infatti l’assessore provinciale alle Politiche del lavoro e Formazione professionale, Caterina Ferri – e ormai non è più il caso di parlare di crisi, ma di recessione”.
Il concetto declinato nel contesto locale significa  meno contratti a tempo indeterminato (a questo proposito gli effetti della riforma Fornero sono stati pari a zero), con diminuzione anche dei part time a tempo illimitato e parallela crescita di quelli temporanei.
In sostanza si registra in tutta la provincia una crescita della precarietà di un lavoro mediamente sempre più scarso.
In cifre, sono praticamente 6mila in più gli iscritti ai Centri per l’impiego che cercano lavoro, mentre il numero dei disoccupati al 31 dicembre 2012 ammonta a 36.199 unità. Un numero totale, quest’ultimo, che per il 57,3 per cento (cioè 20.748) parla al femminile, con un incremento di 3mila rispetto all’anno precedente.
Continuando a scorrere i numeri, il tasso di disoccupazione provinciale si attesterebbe all’11,1 per cento, il che significa un più 4 rispetto alla media regionale e superiore anche a quella nazionale (10,7). Il condizionale è comunque d’obbligo perché si tratta di una percentuale  che l’Istat fa risultare da un’indagine periodica di tipo campionario e non su tutta la popolazione.
Se si aggiungono poi le cifre della cassa integrazione, il quadro generale si fa davvero cupo. Al termine dell’anno scorso 3.700 sono infatti i lavoratori in cassa integrazione straordinaria e 1.145 quelli in deroga.
Complessivamente le persone ammesse agli ammortizzatori sociali in deroga, e vincolate allo svolgimento di una politica attiva del lavoro, prese in carico dai Centri per l’impiego dal novembre 2009 al maggio 2013 sono 6.420.
Se proprio non si vuole rinunciare ad un barlume di ottimismo, qualche tenue segnale positivo, o se si preferisce meno negativo, proviene dai nuovi insediamenti produttivi nel territorio.
Alcune dinamiche in controtendenza, anche se di modesta dimensione come la novità Berluti (pur di grande qualità e contenuto professionale), non è però sufficiente a riequilibrare i piatti di una bilancia che rimane stabilmente in terreno negativo dal punto di vista occupazionale.
Così come di qualche segno positivo seppur in perdurante territorio negativo occorre parlare riguardo al settore dell’edilizia, fra i più colpiti dalla crisi scoppiata dal 2008 che, come noto, vede nel mercato immobiliare il suo centro nevralgico.
La spiegazione sta nel sisma del maggio 2012. Con la necessità di mettere in moto la ricostruzione il calo occupazionale del settore è stato più contenuto rispetto agli anni precedenti, a partire proprio dal secondo semestre 2012.
Inoltre, sempre parlando del terremoto, fra le aree rientranti nel cratere quella ferrarese  ha subito danni anche alle strutture produttive, ma fortunatamente non in modo tale da incidere pesantemente sull’occupazione.


MAGGIORI DETTAGLI NEI DOCUMENTI ALLEGATI E DISTRIBUTITI IN CONFERENZA STAMPA
Documento pubblicato il 17/07/2013 - Ultimo aggiornamento: 02/08/2013
a cura di:
Francesco Lavezzi
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