Il neoconsigliere Stefano Calderoni (PRC) subentrato a Filippo Farinelli
In occasione della partecipazione alla prima seduta del Consiglio provinciale da parte del nuovo segretario generale della Provincia, Mario Capaldi, il presidente dell’assemblea
Leonardo Trombini ha voluto rivolgergli un breve messaggio di benvenuto.Queste le parole usate dal presidente del Consiglio: “Nell’aprire i lavori di questa seduta, a nome personale e dell’intero Consiglio provinciale rivolgo al nuovo segretario generale della Provincia, dott. Mario Capaldi, un particolare saluto di benvenuto. Il dott. Capaldi ha un lungo e consolidato itinerario professionale in numerosi Comuni e, recentemente, ha svolto con capacità e impegno questo incarico alla Provincia di Ravenna. Sono sicuro che la sua e esperienza e profonda conoscenza dei temi e degli aspetti della pubblica amministrazione, specie negli ambiti di attività degli enti locali, costituiranno un solido punto di riferimento e un competente aiuto per i lavori del Consiglio, delle commissioni e per l’azione amministrativa più complessiva della Provincia di Ferrara. In occasione, perciò, della sua prima partecipazione ai lavori del Consiglio provinciale, le rivolgo i più sinceri auguri di buon lavoro”.
Si è proceduto successivamente alla surroga del consigliere Filippo Farinelli, nominato vicepresidente dell’Acer e al quale, per sopraggiunti motivi di incompatibilità, è subentrato il primo dei non eletti nelle liste di Rifondazione comunista,
Stefano Calderoni.
La presidente della Provincia,
Marcella Zappaterra, ha poi presentato la delibera relativa al Programma operativo 2009 a sostegno della Sacca Goro.
Un insieme di azioni per la manutenzione ordinaria e straordinaria, la gestione idraulica, la custodia e vigilanza del patrimonio ambientale e la manutenzione delle apparecchiature di monitoraggio degli ambienti marini e d’acqua dolce, per un investimento complessivo di 200mila euro (risorse che in base alla legge regionale dell’aprile 1995 n. 36, sono concesse dalla Regione alla Provincia per la realizzazione degli interventi).
Luciano Tancini (PdL): un impegno pubblico non sufficiente e anche tardivo rispetto alle esigenze di un contesto particolarmente delicato. Tancini si chiede anche se la Provincia abbia pensato a tipologie di intervento più rapide e rivolge alla presidente la richiesta di disponibilità ad affrontare altre modalità più tempestive.
Mario Castelluzzo (Pd): esiste un problema di eccessiva frammentazione delle organizzazioni della pesca in quell’area che rendono difficile la gestione. Le risorse messe a disposizione sono congrue in relazione alle difficoltà delle pubbliche amministrazioni che stanno attraversando. L’insoddisfazione è specialmente dei pescatori che hanno le concessioni in zone più distanti da quella centrale della Sacca.
È intervenuto nel dibattito l’assessore
Davide Nardini per contestare le affermazioni del consigliere Tancini: “Fra il 2008 e il 2009 – ha detto - Regione e Provincia stanno spendendo 4 milioni di euro per la Sacca. Questi 200mila euro sono una parte di un programma di lavori e attività e le risorse private sono state impiegate dai pescatori per rendere produttive le loro concessioni. I problemi – ha continuato Nardini - sono invece relativi ad un prodotto che non ha più un prezzo di mercato di alcuni anni fa a fronte dei costi di produzione che rientrano nell’attività di allevamento dei molluschi. Non vanno poi dimenticate - è stata la conclusione - le risorse che la stessa Provincia mette in personale e strumentazioni.
Davide Verri (Per Noi): sulla Sacca la Provincia ha investito molto in questi anni. Il problema è l’efficacia di queste risorse: gli interventi vengono fatti, ma molto spesso non danno i risultati sperati e quindi occorre fare attenzione sull’aspetto dei controlli sugli interventi eseguiti.
Sergio Guglielmini (Pd): come vengono spese le risorse e con quali finalità? La finalità della tutela ambientale è uno degli obiettivi fondamentali per tutelare una risorsa paesaggistica del nostro territorio. Il sistema Sacca è fragile e questo non rende di per sé semplice svolgere gli interventi secondo una tempistica regolare e prestabilita. Occorre riflettere sul fatto che dal 2000 al 2008 la produzione è passata da 9 mila a 18 mila tonnellate.
Ugo Taddeo (PdL): sono stati spesi miliardi di vecchie lire in questi anni e altre risorse si continuano ad investire. Occorre prendere atto anche dello sperpero di risorse che è avvenuto e fare in modo che questo non abbia a ripetersi. Il consigliere annuncia comunque il voto favorevole del suo gruppo.
Le conclusioni della presidente della Provincia
Marcella Zappaterra.
“I 200mila euro – ha confermato - sono solo una parte dei 4 milioni di investimenti che si spendono sulla Sacca di Goro. Si potrà anche criticare il modo nel quale vengono utilizzate le risorse, ma non si può affermarne l’esiguità o la non adeguatezza dal punto di vista quantitativo. Nemmeno si può affermare – ha aggiunto - che non ci sia un dialogo aperto e continuo con i pescatori; gli stessi intervengono con proprie risorse a sostegno delle loro attività e delle proprie concessioni. Il voto favorevole alla delibera – ha concluso - è un segnale che il Consiglio può concretamente dare alle organizzazioni della pesca della Sacca di Goro”.
La delibera è stata approvata all’unanimità con 29 voti a favore.
La stessa presidente
Zappaterra ha illustrato la delibera sullo schema di convenzione tra Provincia e Comuni di Berra, Copparo, Ferrara e Ro Ferrarese per la realizzazione della Tangenziale Est.
“Un’opera attesa da tempo e inserita nel DUP – ha esordito – il cui completamento si realizzerà con tre stralci”.
Il primo, infatti, riguarda il tratto compreso fra l’intersezione della sp 29 con la sp 2 in località Ponte Raffanello, fino alla futura rotatoria da realizzarsi sulla sp 14 in prossimità di Cà Bianca. Un tratto lungo circa 4,2 chilometri il cui costo previsto è di 15 milioni di euro.
Il secondo stralcio prosegue sulla sp 14 in comune di Ro Ferrarese con la realizzazione di alcune opere di manutenzione e di complemento al nuovo asse viario, il cui tronco principale misura 6,7 chilometri e con un costo complessivo di 17,6 milioni di euro. L’ultimo stralcio è denominato “Nuova viabilità di collegamento nel comune di Copparo con asse viario tangenziale Est – un tratto dall’incrocio fra la via comunale Prà Gobbo e la sp 5 Copparo-Ro”. La lunghezza è di circa 2,46 chilometri con un costo di 4,4 milioni.
L’investimento complessivo di 37 milioni è ripartito fra Regione Emilia-Romagna (29,6 milioni), Provincia (2,5 milioni) e Comuni di Ferrara (2,650 milioni), Copparo (1,650), Ro (350mila) e Berra (250mila).
“La Provincia agirà come stazione appaltante – ha concluso la presidente - ed è incaricata anche delle operazioni di acquisizioni delle aree. Una convenzione già unanimemente approvata da numerosi Consigli dei Comuni interessati”.
Alberto Astolfi (Pd): soddisfazione per il completamento di un’opera infrastrutturale importante ed attesa, che consentirà anche di mettere mano all’attuale ponte di Polesella risolvendo anche quell’importante punto di collegamento. Se i tempi previsti saranno rispettati, nel giro di alcuni anni quella parte di territorio provinciale avrà una risposta importante sul piano della viabilità.
Giuseppe Magri (PdL): richiesta sull’eventualità di allargamento della carreggiata attualmente prevista di 10,5 metri per tutto il tracciato della tangenziale.
Sergio Guglielmini (Pd): con quest’opera si dà concreto avvio al DUP.
La delibera è stata approvata all’unanimità con 28 voti favorevoli.
La seduta è proseguita con l’esame di alcune interrogazioni.
Il consigliere
Mauro Malaguti (PdL) ha interpellato la presidente Zappaterra sulla Cispadana. Il progetto viario dell’asse Cispadano risale alla fine degli anni ‘90 – esordisce l’interrogativo – e rischia di essere realizzato non tenendo cono delle esigenze di viabilità e di sicurezza nel frattempo maturate, come ad esempio la mancanza di corsie laterali di emergenza e la previsione di guard rail centrale.
Nella risposta scritta la presidente della Provincia ha ripercorso le tappe dell’opera infrastrutturale: dalla variante Anas alla SS16 sul finire degli anni ‘90, al trasferimento di Anas e Regione, nell’ottobre 2001, alla Provincia di alcune opere fra cui la Cispadana, fino alla convenzione fra Provincia e Regione del 2005, che ha portato alla realizzazione di un tracciato attualmente ultimato di circa 21 chilometri.
“Un progetto – ha precisato Marcella Zappaterra – che nel corso degli anni è stato integrato e modificato, anche in funzione delle nuove normative in materia di costruzione di strade e intersezioni stradali e tenendo conto del progetto dell’autostrada regionale Cispadana”.
Salvaguardate anche le varie esigenze di collegamento con i singoli territori attraversati dall’infrastruttura - scrive la presidente nella risposta - con i collegamenti di Cento (località Pilastrello), Vigarano, Poggio Renatico, Ferrara Sud e con quello appena realizzato ed inaugurato con la via Uccellino.
Lo stesso
Mauro Malaguti ha rivolto alla presidente Zappaterra un’interpellanza sulla società patrimoniale. Un progetto esposto dalla presidente nella seduta consiliare del 23 luglio scorso e che rischia di spogliare la Provincia “delle sue principali funzioni – scrive Malaguti – lasciandola di fatto come un guscio vuoto e di privare anche il Consiglio del suo legittimo ruolo di indirizzo e controllo”. “Un’iniziativa, inoltre, giustificata – prosegue – dalla possibilità di una gestione dell’amministrazione svincolata dal patto di stabilità”.
“La patrimoniale per noi non è un totem o una linea Maginot – risponde la presidente della Provincia – ma un’opportunità da esplorare. Non essendo mossi da una posizione di natura ideologica, riteniamo che il confronto sia importante, ma questo dovrà avvenire su una proposta concreta, che per il momento non c’è”.
“Le competenze delle Province – ha continuato Zappaterra nella replica – non si esercitano unicamente attraverso gestioni dirette o in economia e il nostro problema è di trovare le soluzioni che consentano gestioni dei servizi efficaci ed efficienti”.
“La patrimoniale – ha poi ribadito – può essere uno strumento per la gestione del patrimonio della Provincia e per l’abbattimento dei tempi e dei costi per la realizzazione delle opere pubbliche e degli interventi manutentivi e può, almeno in parte, svincolarci dal capestro del patto di stabilità”.
“Non ci accontentiamo delle esperienze svolte da altre parti – è la conclusione – ma vogliamo realizzare uno studio specifico che riguardi Ferrara e che ci metta nelle condizioni di capire i vantaggi effettivi in termini operativi, economici e finanziari e quando l’avremo potremo confrontarci in modo aperto e trasparente. La Provincia – infine – deve essere in grado di esercitare sulla patrimoniale lo stesso controllo che esercita sui servizi gestiti direttamente”.
I consiglieri
Davide Verri (Per Noi) e
Fabio Bergamini (Lega Nord) si sono rivolti alla presidente della Provincia per evidenziare “l’inadeguatezza – così scrivono – di alcuni locali della Questura: in particolare quelli per il rilascio della cittadinanza e dei permessi di soggiorno”. “Mancanza di spazi – proseguono i due consiglieri di minoranza – sale di attesa inadeguate e lunghe file agli sportelli, determinano una situazione di insostenibilità”.
La richiesta è rivolta alla Provincia, proprietaria dello stabile della Questura, perché prenda in esame una struttura maggiormente adatta all’uso, almeno per quanto riguarda l’ufficio immigrazione, anche sollecitando un incontro con il Comune di Ferrara.
In virtù della normativa vigente - è in sostanza la risposta della presidente Zappaterra – “non spetta alla Provincia l’opportunità o meno di spostare gli uffici della Questura o della Polizia stradale (la cui sede non è di proprietà della Provincia), bensì al Ministero”.
“La questura, e per essa il competente Ministero – non ha (almeno a tutt’oggi) espresso formalmente la necessità – conclude la presidente – o la volontà di trasferirsi altrove, mentre ha sollecitato ed ottenuto la collaborazione degli enti locali per la consegna dei permessi di soggiorno (proprio allo scopo di evitare le code); collaborazione che si sta cercando di perfezionare con il fattivo apporto dei Comuni”.