Presidente della Provincia risponde ai consiglieri di opposizione

 

Rispondo ai consiglieri provinciali di opposizione che mi accusano di “mancato rispetto istituzionale” (articolo in allegato de La Nuova Ferrara di venerdì 5 luglio 2019).

Punto primo: non ho mai attaccato sul piano personale Alan Fabbri. Durante la campagna elettorale per le amministrative ho, invece, citato alcuni dati nel merito di interventi e politiche, su cui, peraltro, non sono mai stata smentita.

Punto secondo: sulla questione migranti e il recente caso della Sea Watch non ho voluto fare alcuna strumentalizzazione. Ho solo posto all’attenzione una questione troppo spesso taciuta. Nessuno dice che il nostro paese debba attuare un’accoglienza indiscriminata verso tutti. Va fatta, invece, una distinzione tra chi ha diritto, come rifugiato o per motivi economici, e chi non ha diritto. La linea è esattamente quella della revisione del Trattato di Dublino che il Parlamento europeo ha votato a larga maggioranza, affermando il duplice principio dell’equa distribuzione delle risorse e della responsabilità. Nessuno vuole accogliere tutti, ma nemmeno si può umanamente consentire che proseguano le morti nel Mediterraneo.

C’è dunque un lavoro serio da fare sulla legalità, per stabilire pene certe e severe per chi delinque, nel rispetto delle regole.

Punto terzo: se si vuole parlare di “disponibilità alla collaborazione”, allora si deve ricordare che all’inizio di questo mandato amministrativo – proprio per un principio di collaborazione istituzionale – ho ritenuto di offrire all’opposizione consiliare deleghe come l’informatica e la caccia e pesca, che però i consiglieri di minoranza hanno ritenuto di non accettare. Ovviamente non entro nel merito delle considerazioni politiche che hanno portato a non accettare questa offerta, ma non si può dire che da parte della sottoscritta e della maggioranza questa disponibilità non ci sia stata.

Punto quarto: non è vero che la minoranza abbia garantito “più volte il numero legale” in Consiglio. È accaduto il 22 maggio scorso perché una consigliera di maggioranza era assente perché influenzata. Quindi, non è vero neppure che la presidente non trovi più collaborazioni nemmeno con la maggioranza.

In quella seduta si è votato il primo assestamento di bilancio con risorse destinate a scuole e strade. Se si vuole far pesare la propria presenza, occorrerebbe anche assumersi la responsabilità di ritardare gli investimenti sul territorio.

I consiglieri di opposizione sono liberi di criticare “il modo di continuare a gestire l’istituzione”, ma personalmente continuo a ritenere destituita di fondamento la contestazione di “mancato rispetto istituzionale”.