Nuovi nidi di Fratino sulle spiagge di Lido Estensi e Lido Spina

Gabbia a protezione dei nidi di Fratino con due volontari

 

Il Fratino è tornato a nidificare sulle spiagge del Lido degli Estensi, nelle parti a ridosso del porto canale in confine con Porto Garibaldi e poco distante dal Logonovo a Lido di Spina.

L’attenzione per le uova era stata chiesta dall’associazione Ornitologi dell’Emilia-Romagna (Asoer) che, a seguito dell’emergenza covid-19 e quindi dell’assenza di persone sulle spiagge, temevano che la nidificazione di questi piccoli e rari uccelli potesse essere messa a rischio. “L’assenza di attività potrebbe aver fatto nidificare il Fratino e la Beccaccia di mare in zone dove si riprenderà la preparazione degli stabilimenti balneari – dice il presidente Roberto Tinarelli – e quindi è importante fare un monitoraggio, segnalare e proteggere i nidi”.

Una richiesta prontamente accolta dai Carabinieri forestali del reparto Biodiversità, dalla Guardia costiera di Porto Garibaldi e dalla Polizia provinciale, che hanno assicurato la loro vigilanza.

Nel frattempo, i volontari Mario Orlandi e Luigi Toschi di Asoer, hanno provveduto a cercare le piccole fossette nelle quali il Fratino deposita il proprio futuro, mimetizzandolo con la maculatura delle uova che riproducono gli stessi colori della sabbia circostante.

Ricerca durata quasi tre ore, al termine della quale i nidi individuati sono stati protetti con gabbie di rete che lasciano passare il Fratino ma non altri volatili, come i gabbiani, o cani che possano distruggerle.

Oltre alle gabbie protettive, i volontari hanno perimetrato le zone di nidificazione con strisce bianco-rosse per segnalarne la presenza alle persone.

È stato rinvenuto un nido, poco dopo il porto canale, in zona Lido Estensi, e un secondo a Lido di Spina, vicino a un bagno in cui il titolare non ha nascosto la propria soddisfazione di proteggere questa nascita.

Il Fratino è un piccolo uccello che abita di preferenza i fondi melmosi e che nidifica sulle spiagge.

“Da inizio del secolo - ricorda il comandante della Polizia provinciale Claudio Castagnoli - vi è stata una consistente diminuzione e in Emilia-Romagna rimangono ormai solo 40 coppie di questo rarissimo volatile”. “Le uova seminascoste nella sabbia – conclude - si mimetizzano con l’ambiente intorno, ma non hanno alcuna protezione, se non le reti e l’intelligenza di chi vi passa nei pressi, lasciandole al loro posto. Oltre ai gabbiani, sono dannosi i cani liberi sulla spiaggia che, seppur involontariamente, potrebbero disturbare la nascita di questi doni del mondo animale”.

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