Il divieto per cicli e motocicli sulla Sp 79

Il vicepresidente risponde al consigliere di Portomaggiore Tavassi
Il vicepresidente della Provincia di Ferrara Nicola Minarelli

 

Riscontriamo la vostra segnalazione assunta al nostro P.G. 8986 del 24/03/2021 (IN ALLEGATO ARTICOLO DEL CARLINO FERRARA DEL 25 MARZO 2021).

La risposta fornita al Consigliere Badolato è semplice (ma contestualmente molto chiara ed esaustiva), perché la situazione di degrado della SP 79 è ormai nota a livello locale e quindi è evidente la risposta che consegue alla richiesta di transito a cicli e motocicli.

La segnaletica di preavviso dei divieti presenti sulla SP 79 è completa: è stata progettata dagli uffici tecnici competenti dell’Ente e posata in opera da ditte specializzate. Le distanze dalle intersezioni e dall’inizio della SP 79 sono quelle previste dal Codice della Strada e alcuni cartelli sono ridondanti per dare maggiore efficacia delle segnalazioni stesse.

Il mancato rispetto dei divieti è chiaramente da attribuirsi agli utenti della strada: sicuramente un numero maggiore di controlli da parte delle Forze dell’Ordine potrebbe ridurre il fenomeno, ma occorre ricordare che anche queste ultime fanno il possibile con risorse umane e mezzi troppo spesso insufficienti.

Come da voi evidenziato, fin dall’abitato di Portoverrara gli utenti della strada (in particolare i veicoli pesanti) vengono preavvisati del divieto sulla SP 79, con il duplice scopo di consentire di adottare per tempo le opportune deviazioni di percorso e ridurre per quanto possibile il disagio.

È chiaro che per la quantità di veicoli e la velocità degli stessi, tale preavviso così anticipato non è compatibile con i cicli e motocicli, che hanno maggiori alternative di percorso (ai veicoli pesanti in generale sono interdette anche molte strade comunali in genere, indirizzandoli solo sui percorsi principali per preservare al massimo il resto dell’utenza e della viabilità stessa) e lunghezza dei tragitti (in particolare per i velocipedi).

Gli atti vandalici che hanno danneggiato la segnaletica, così come il superamento di limiti di velocità introdotti a tutela degli utenti della strada, non meritano ulteriori spiegazioni.

Purtroppo l’inciviltà di alcuni danneggia tutti, provocando incertezza ed extra costi per la comunità intera. Ciò, a maggior ragione, vista la grande difficoltà di intervento da parte di questo Ente per la ormai nota carenza di risorse umane e finanziarie che questo periodo di pandemia ha ulteriormente peggiorato.

La Provincia sta cercando con grande sforzo di attuare un sistematico rinnovamento di tutta la segnaletica verticale di pericolo e prescrizione, cosa già visibile sulle arterie principali.

Stiamo cercando faticosamente, viste anche le prescrizioni introdotte per le procedure selettive a causa del protrarsi della fase di emergenza sanitaria, di acquisire ulteriori risorse umane dedicate alla manutenzione e controllo della segnaletica stradale: le procedure sono in corso e si concluderanno entro qualche mese.

Non abbiamo informazioni sulle strade non di nostra competenza (comunali, statali, ecc…) fruibili o meno da ciclisti e motociclisti, ma sicuramente la rete stradale nel suo complesso a livello provinciale è sufficientemente fitta e ramificata, tenuto conto che anche i Comuni hanno analoghe difficoltà a reperire le risorse per un’adeguata manutenzione e controllo della loro viabilità.

La rete stradale provinciale di nostra competenza (circa 850 km) è ad oggi fruibile quasi nella sua interezza, tranne come detto la SP 79 in oggetto (16 km circa), la SP 71 (circa 5 km; del tutto chiusa al traffico) e alcune chiusure temporanee relative a specifici interventi manutentivi.

I flussi veicolari sulla SP 79 si sono evidentemente ridotti. Abbiamo effettuato misurazioni di traffico in settembre 2020 (circa 500 veicoli al giorno), in novembre 2020 (circa 200 veicoli al giorno), in gennaio 2021 (circa 200 veicoli al giorno), contro gli oltre 2.000 veicoli al giorno misurati negli anni precedenti.

La Provincia non ha a disposizione strumenti mobili di rilevazione (e quindi successivo eventuale sanzionamento) del superamento della velocità imposta sulla SP 79 da parte dei veicoli.

Come detto, le altre FF.OO. effettuano i controlli nell’ambito delle loro possibilità e non abbiamo motivo di credere sia intenzione di qualunque autorità pubblica sanzionare i cicli per superamento del limite di velocità (30 km/h comunque nel tratto con limite più basso), ma, al contrario, di preservare innanzitutto le condizioni di sicurezza.

È a tal fine, e solo per questo, che la Provincia ha imposto le limitazioni esistenti sul tratto in oggetto, perché riteniamo che il nostro compito sia prima di tutto salvaguardare gli utenti della strada, soprattutto quelli deboli e crediamo che siate ben coscienti delle conseguenze sulla salute dei ciclisti e motociclisti che una eventuale caduta degli stessi potrebbe provocare.

Non potendo garantire al momento, per le evidenti scarsissime risorse finanziarie disponibili, le adeguate condizioni di sicurezza, non abbiamo alternative che preservare gli utenti della strada più deboli.

 

Il Vicepresidente

Nicola Minarelli