Elezioni amministrative del 3 e 4 ottobre e conseguenze per la Provincia

Urna elettorale

 

“Fino al rinnovo degli organi è prorogata la durata del mandato di quelli in carica”. Sono le parole contenute nel decreto legge 183 del 2020, Milleproroghe, poi convertito con modificazioni nella legge 21 del 26 febbraio scorso.

È l’ufficializzazione della proroga degli organi della Provincia – presidente e Consiglio – che con queste disposizioni rimangono “in carica” anche dopo le elezioni amministrative in calendario il 3 e 4 ottobre.

Tornata elettorale che riguarda nel Ferrarese i Comuni di Cento, Vigarano Mainarda, Portomaggiore, Codigoro e Goro, per effetto della quale termineranno il loro mandato amministrativo il sindaco Nicola Minarelli (Portomaggiore) e vicepresidente della Provincia, nonché i consiglieri provinciali e comunali Dario Bernardi (Portomaggiore), Angelo Mottola (Cento), Simona Penini (Codigoro) e Gino Soncini (Goro).

Cessazione dalla carica di amministratore comunale che comporterebbe l’automatica decadenza dagli organi dell’amministrazione che ha sede in Castello Estense, come stabilito dalla legge Delrio (n. 56 dell’aprile 2014, che ha riformato le Province), secondo la quale possono essere eletti (elettorato passivo) alla carica di presidente i sindaci, mentre possono entrare in Consiglio provinciale sindaci e consiglieri comunali.

Un’eventualità che renderebbe non surrogabile l’attuale vicepresidente Nicola Minarelli, e farebbe scendere il numero dei consiglieri provinciali a cinque, cioè al di sotto del numero legale.

Simul stabunt, simul cadent direbbero i latini, se non fosse che ora la legge del febbraio scorso, che ha convertito il Milleproroghe, di fatto interrompe questo automatismo, introducendo la proroga degli organi della Provincia, considerati, dunque, “in carica”.

Questo significa che saranno vicepresidente e Consiglio attuali a traghettare la Provincia verso le urne, da aprirsi entro sessanta giorni dalla proclamazione degli eletti nelle elezioni comunali, eventuali ballottaggi compresi.

Percorso che scongiura, dunque, la nomina di un commissario prefettizio, figura istituzionale alla quale si sarebbe dovuto fare ricorso per transitare l’ente intermedio fino alla conclusione del proprio turno elettorale (con tutta probabilità in dicembre 2021), nel caso invece gli organi fossero stati intesi come decaduti.