Provincia di Ferrara

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Ufficio Stampa

Goro: una casa pulita per il Frattino
GORO: UNA “CASA PULITA” PER IL FRATINO
Insieme per pulire lo Scanno di Goro e consentire la miglior nidificazione
del fratino, del fraticello e della beccaccia di mare.
 

Goro  - Appuntamento fissato per sabato 10 febbraio, insieme all’Ente Parco, al Comune di Goro, ai Carabinieri Forestali, alla Polizia Provinciale, con la collaborazione di CLARA, Legambiente, Circolo Nautico Volano e Guardie ecologiche volontarie, per pulire la punta dello Scanno a Goro e lasciare così una casa pulita agli uccelli che verranno a nidificare.
L’iniziativa è figlia di quanto già organizzato la scorsa estate dal Raggruppamento Carabinieri per la Biodiversità di Punta Marina, l’Università di Ferrara, la Regione Emilia Romagna, il Comune di Goro, l’Ente di Gestione per i Parchi e la Biodiversità - Delta del Po, con la collaborazione della Polizia Provinciale e di Asoer, nell’ambito di uno specifico progetto LIFE.
I circa trenta volontari si recheranno sull’estremità occidentale dello Scanno di Goro, partendo dall’omonimo porto e pulire la parte di spiaggia dove, la scorsa estate, le specie avocetta, sterna comune e gabbiano roseo, e le tre specie target del LIFE AGREE, fratino, fraticello e beccaccia di mare, hanno nidificato. Questi volatili prima di deporre le uova, nel periodo primaverile, fanno una piccola fossa sulla spiaggia nella quale depongono le uova dai cui nasceranno i pulcini. Pulire la spiaggia significa dunque contribuire a rendere migliori le condizioni per la loro nidificazione. CLARA si occuperà poi di ritirare e smaltire i rifiuti raccolti dai volontari.
Al termine dell’iniziativa seguirà, come avvenuto lo scorso anno, un incontro con la comunità gorese al fine di presidiare la zona della nidificazione e ricordare a tutti l’importanza delle tutela di queste preziose specie di volatili selvatici che proprio in questo lembo di terra, nel Parco del Delta del Po, hanno trovato la loro casa, che si intende mantenere pulita e tutelata.
 In allegato una nota tecnico-scientifica sul progetto LIFE.
 
  Nota
La Sacca di Goro è la laguna più meridionale del Delta del Po, in territorio emiliano-romagnolo, ed è racchiusa – sul lato mare – dallo Scanno di Goro. Si tratta di un insieme di biotopi di particolare importanza naturalistica sia per le formazioni morfologico-vegetazionali, sia per le numerose specie di uccelli qui presenti in tutti i periodi dell'anno, per la riproduzione, la migrazione e lo svernamento.
Oltre a rappresentare un vero scrigno di biodiversità, essa costituisce una grande risorsa dal punto di vista economico legata principalmente all’attività di molluschicoltura e al turismo naturalistico e balneare. Dal punto di vista ambientale, nel panorama italiano, è una delle zone a più alto tasso di biodiversità ornitica e questo la rende una delle zone più pregiate del Delta del Po.
Stante la presenza di interessi e problematiche multisettoriali la Provincia di Ferrara ha ottenuto un finanziamento per un Progetto LIFE assieme ad altri partner quali: il Corpo Forestale dello Stato oggi Carabinieri per la Biodiversità di Punta Marina, l’Università di Ferrara, la Regione Emilia Romagna, il Comune di Goro, ’Ente di Gestione per i Parchi e la Biodiversità - Delta del Po e le due Organizzazioni di Produttori operanti nella Sacca di Goro.
L’obiettivo comune è migliorare le condizioni ambientali della laguna gorinese cercando di conciliare (in pieno spirito MaB) le diverse esigenze. La parte relativa alla conservazione è seguita dal Reparto Carabinieri per la Biodiversità di Punta Marina che, avvalendosi del Nucleo Carabinieri per la Biodiversità di Bosco Mesola e del prezioso ausilio tecnico di Ispra, ha coordinato i lavori relativi alla formazione di tre isole artificiali, collocate tra i due scanni, dell’estensione di circa tre ettari l’una, con l’obiettivo di ricreare l’habitat ideale per la nidificazione di tre specie target minacciate di estinzione, per cercare di proteggerle e migliorarne lo stato di conservazione.
La svolta si era già verificata nel marzo 2017 quando, grazie all’aiuto dell’Amministrazione Comunale di Goro, nella sala consiliare dello stesso comune i Carabinieri per la Biodiversità di Punta Marina e il dipendente Nucleo CC per la Biodiversità di Bosco Mesola hanno tenuto una serata di comunicazione ai cittadini circa l’importanza, ai fini conservazionistici dello Scannone di Goro; il tutto ha avuto seguito quando, nella prima decade di maggio, le prime specie migratrici si sono stabilite sull’estremità occidentale del nuovo scanno ove solitamente venivano costruiti i capanni.
L’intervento dei Carabinieri Forestali del Nucleo per la Tutela Biodiversità di Bosco Mesola è consistito nella chiusura temporanea della porzione di scanno mediante recinzioni e apposizione dei cartelli esplicativi dei divieti e delle motivazioni progettuali. A seguito poi della richiesta di sostegno avanzata dagli stessi militari di Bosco Mesola, sono stati organizzati turni di piantonamento all’area per sorvegliare i nidi ed i pulcini, coinvolgendo oltre ai CC di Bosco Mesola, la Polizia Provinciale di Ferrara, sempre in prima linea nelle sfide a favore dell’Ambiente, le Guardie Volontarie di Legambiente della Sezione di Ferrara, le Guardie Giurate di Ferrara, sezione marina e l’Associazione Ornitologica Emilia Romagna che da anni monitora la situazione ornitologica dello Scanno, con la partecipazione di soci provenienti da diverse zone d’Italia. L’attività ha coinvolto naturalmente anche i cittadini, non indifferenti alla causa, che hanno contribuito rispettando i vincoli apposti dai Carabinieri Forestali.
Il risultato di questo gioco di squadra è stato senza precedenti tanto che sulle isole sono arrivate a nidificare sei specie: avocetta, sterna comune e gabbiano roseo e le tre specie target del LIFE AGREE fratino, fraticello e beccaccia di mare: ciò ha permesso, solo sull’estremità occidentale dello Scanno, la nidificazione con successo di 2 coppie di Beccaccia di mare, 74 coppie di Fraticelli e 5 coppie di Fratino con almeno 5 giovani involati.


A cura del comandante della Polizia provinciale Claudio Castagnoli
Documento pubblicato il 09/02/2018 - Ultimo aggiornamento: 09/02/2018
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