Approvate tre delibere e discussione su un odg sul ritorno al nucleare dell’Italia
Il presidente del Consiglio provinciale ha letto il documento sul Giorno della Memoria condiviso da tutti i gruppi consiliari
In apertura di seduta il presidente del Consiglio provinciale,
Leonardo Trombini, ha letto il testo di un odg condiviso da tutti i gruppi consiliari sulle celebrazioni del Giorno della Memoria.
Ecco il testo.
“il Consiglio provinciale di Ferrara ricordato che:
Il 27 gennaio , giorno in cui nel 1945 vennero abbattuti i cancelli di Auschwitz, è stato proclamato dalla Repubblica Italiana
Giorno della Memoria suggerendo nel testo legislativo l’operazione del ricordo come bisogno etico civile.
Tutto ciò invita ad una continua e ricorrente elaborazione collettiva del passato.Occorre considerare con piena consapevolezza i temi complessi della memoria ed i suoi rapporti intricati e conflittuali con la storia.
E’ necessario riconsegnare all’analisi storiografica quei luoghi della Shoah percepiti dall’immaginario collettivo quali simboli del male assoluto, fatale, del XX secolo, nel convincimento che il racconto dell’orrore non vaccina contro l’orrore.
E’ necessario non lasciare agli storici o ai soli testimoni la responsabilità del riconoscimento: il riconoscimento delle responsabilità collettive e civili. Il principio del riconoscimento sottende un’esigenza collettiva d’indagine e un’opera di smascheramento e di assunzione di responsabilità, primo contributo per il rafforzamento di una identità nazionale, diversamente dal principio di riconciliazione, più volte richiamato nel dibattito politico sul
passato che non passa, e che appartiene alla legittima sfera privata della morale e della coscienza individuale.
Il Consiglio provinciale di Ferrara
Considera il 27 gennaio, non una semplice data da ricordare ma
- un processo in divenire,
- un’occasione per interrogarsi su ciò che è accaduto e su ciò che può accadere ancora.
- un’opportunità per riflettere sulle forme di razzismo, di genocidio, di violenza che sono presenti anche oggi.
Contro la ricorrente ed aberrante stupidità del negazionismo della Shoah
il Consiglio Provinciale di Ferrara
fa proprie le parole di Primo Levi: “Chi nega Auschwitz è pronto a rifarlo”.
Sostiene con forza tutte le iniziative volte a far conoscere e a far riflettere sulla Shoah e sulle aberranti persecuzioni di coloro che venivano considerati “diversi” per tentare di costruire anticorpi che impediscano che ciò che è stato si ripeta”.
Lo stesso presidente
Trombini ha successivamente letto al Consiglio una lettera del coordinatore provinciale del comitato Telethon, Claudio Benvenuti, con la quale ringrazia il Consiglio per la collaborazione e l’aiuto dati in occasione dell’ultima seduta del 2009, nel corso della quale i consiglieri hanno sostenuto la campagna promossa dalla Fondazione onlus con l’acquisto di numerosi gadget Telethon.
L’assessore con delega alla Pubblica istruzione,
Tonino Zanni, ha presentato la delibera sulla concessione in uso a terzi di locali scolastici con approvazione dei canoni e dei casi di concessione a titolo gratuito, a parziale modifica della precedente delibera del 5 novembre 2008. Integrazione resasi necessaria a causa di richieste da parte di alcune scuole di utilizzo continuativo per più giorni la settimana, o per più settimane, di locali scolastici in orario serale, per tenervi corsi per adulti da parte dell’Università popolare o di enti di formazione.
Tre sono le precisazioni introdotte: i canoni si intendono per ora/aula; per le concessioni che prevedono un utilizzo prolungato di locali le tariffe sono ridotte del 50% (se effettuate a favore di soggetti non aventi fini di lucro); la concessione di locali in orario serale potrà avere luogo negli edifici scolastici ove si svolgono corsi serali.
“Non si può far luogo – conclude il dispositivo della delibera – alla concessione di locali in orario serale, nei periodi in cui è necessaria la climatizzazione invernale, negli edifici scolastici ove non si svolgono attività istituzionali serali e non dotati di impianti parzializzati di riscaldamento”.
La delibera è stata approvata all’unanimità con 25 foti favorevoli.
L’assessore con delega all’Informatica,
Carlotta Gaiani, ha poi illustrato la delibera per l’adesione della Provincia alla società regionale Lepida spa a capitale interamente pubblico, con la sottoscrizione di 1.000 euro. Società, in stretta relazione con la realizzazione della omonima rete a banda larga e con la legge regionale 11 del maggio 2004 “Sviluppo regionale della società dell’informazione”, che ha il compito di gestire la rete Lepida e il suo raccordo con il sistema pubblico di connettività, oltre a definire progetti esecutivi a livello regionale.
L’adesione della Provincia alla spa, ha spiegato l’assessore Gaiani, consente di partecipare compiutamente agli obiettivi della rete regionale e di fruire dei vantaggi relativi all’erogazione dei servizi previsti per i soci.
In tema di digital divide l’assessore provinciale ha poi ricordato la sottoscrizione nel 2004 dell’accordo di programma con la Regione per la rete a banda larga Lepida tra le pubbliche amministrazioni che ha consentito la costruzione di due reti: la prima (Lepida) è la rete privata della pubblica amministrazione regionale, mentre la seconda è l’infrastruttura commerciale fruibile dai privati (cittadini e imprese), anche nelle zone non appetibili per i competitor del mercato delle telecomunicazioni. A questo hanno fatto seguito gli interventi di raffittimento della rete con la costruzione delle reti cittadine (MAN), che hanno portato ulteriore copertura in alcuni territori comunali. Interventi realizzati da Deltaweb nei comuni ex Obiettivo 2 ed altri come Argenta, Vigarano, Mirabello e Poggio Renatico, di cui i primi cofinanziati con fondi europei, mentre i secondi con risorse proprie dei Comuni stessi.
Un intervento complessivo che ha portato ad una copertura provinciale per i cittadini dell’85,1% contro una media regionale
dell’89,5%. Situazione rispetto alla quale Regione e Provincia si stanno muovendo su vari fronti per la riduzione del divario. Uno di questi riguarda la posa di nuova fibra ottica, su cui la Provincia partecipa, insieme ad altre della regione, ad un progetto finanziato dal ministero per lo Sviluppo economico e dalla stessa Regione, che prevede un investimento di circa 2 milioni di euro solo per Ferrara, cui potranno aggiungersi ulteriori 1,7 milioni di fondi europei per lo sviluppo rurale. Un investimento che potrà consentire la posa di quasi 106 chilometri di nuova fibra ottica.
Il problema dell’ultimo miglio è stato sollevato nel dibattito dai consiglieri
Fabio Bergamini (Lega Nord) e
Sergio Guglielmini (Pd), con l’invito a studiare soluzioni per rendere maggiormente conveniente e veloce la connessione alla rete da parte degli utenti.
Il problema dell’ultimo miglio è dato dal fatto che alle compagnie telefoniche spetta il compito di completare i collegamenti fra le reti e gli utenti della banda larga (privati o aziende). Compagnie telefoniche che tendono a realizzare tali collegamenti prevalentemente dove riscontrano condizioni di convenienza economica e trascurando le zone con minore mercato potenziale.
Sergio Guglielmini ha poi sottolineato il passo avanti che si compie con l’adesione alla società Lepida spa, ricordando che in assenza di adeguati finanziamenti del governo risulta ancor più evidente lo sforzo che sta compiendo in questo ambito la Regione Emilia-Romagna.
“Un tema molto vero quello dell’ultimo miglio- è stata la conclusione dell’assessore
Gaiani – tenuto conto che queste tematiche non si risolvono a livello locale e che la dimensione regionale della società Lepida può senz’altro aiutare in questo impegno assolutamente prioritario per la Provincia”.
La delibera è stata approvata con 26 voti favorevoli e un astenuto.
L’assessore alle Politiche del lavoro,
Caterina Ferri, ha successivamente illustrato la delibera di approvazione degli schemi di convenzione tra Provincia e Comuni di Bondeno, Cento, Copparo, Codigoro, Portomaggiore e Comacchio, per la definizione di rapporti in convenzione per la gestione dei Centri per l’impiego e dei punti operativi. Schemi di convenzione con i Comuni, i quali hanno già espresso volontà di aderire a tale modalità convenzionata di gestione del servizio.
La delibera è stata approvata all’unanimità con 25 voti favorevoli.
Un odg sul ritorno del nucleare in Italia è stato esposto dal capogruppo Pd
Sergio Guglielmini. I punti salienti del documento sono: una dichiarazione dell’ad di Enel in merito alla richiesta di modificare la Costituzione circa le autonomie locali in materia di nucleare, in modo che le decisioni spettino unicamente allo Stato; rispetto al rilancio del nucleare in Italia il Governo prevede solo in un secondo momento la costituzione di un’agenzia per la sicurezza nucleare; il processo decisionale sia rispettoso dei ruoli e competenze di tutti i soggetti pubblici coinvolti.
Sul metodo usato è critico il consigliere PdL
Franco Fortini, il quale contesta che su un tema di questa portata la prerogativa di urgenza sia stabilita a colpi di maggioranza, invece di trovare un’intesa che sarebbe stato possibile trovare con una settimana di riflessione in più.
La presentazione del documento ha provocato l’uscita dall’aula del capogruppo Pdl
Ugo Taddeo, dopo averne contestato anche i contenuti: “una posizione oscurantista per un Paese che ha bisogno di energia a fronte di consumi energetici in costante ascesa”.
Per
Mario Castelluzzo (Pd) il Governo sta spingendo senza motivo il Paese verso una situazione non sostenibile dal punto di vista strutturale e geologico, mentre nel resto del mondo la costruzione di impianti nucleari è in forte rallentamento e in discussione.
“Il mondo sulla questione energetica sta andando altrove – conferma
Paolo Calvano (Pd) – ed è vero che l’Italia ha fame di energia, ma non è questa la strada giusta. Gli stessi tempi di costruzione delle nuove centrali – ha concluso – non risolvono i problemi energetici di oggi”.
Un no secco al nucleare l’ha espresso il capogruppo Prc,
Stefano Calderoni, che ha ribadito la tradizionale posizione del proprio partito e ricordato che l’Ocse ha rimproverato all’Italia, unico paese in Europa, di non avere un Piano energetico. “Prima ancora di parlare di centrali nucleari – è stato il suo richiamo – sarebbe bene dotarsi di un Piano energetico, valutando anche i vantaggi derivanti dalle fonti alternative, dall’educazione al minor consumo energetico e dal rendere maggiormente efficiente la rete energetica nazionale”.
Per
Davide Verri (Per Noi) il dibattito risente di una polarizzazione ideologica e partitica. “Forse – ha aggiunto – ci poteva essere il tempo per approfondire la questione prima di arrivare allo scontro in assemblea su un documento che pure presenta punti condivisibili, come il coinvolgimento delle comunità locali sull’individuazione dei siti”.
Al termine dell’intervento Verri ha annunciato la sua non partecipazione al voto.
Al momento della votazione i gruppi di minoranza hanno lasciato l’aula, tranne il consigliere Verri che, come annunciato, non ha comunque partecipato alla votazione.
Il documento è stato approvato con 18 voti favorevoli.
La seduta è terminata dopo l’esame di alcune interrogazioni, fra cui quella presentata dal consigliere Pd
Mario Castelluzzo, in merito alla dislocazione del riproduttore del segnale radiotelevisivo del digitale terrestre nel comune di Ferrara.
Quesito cui ha risposto l’assessore alla Pianificazione territoriale
Patrizia Bianchini, la quale ha risposto dicendo che il problema investe la competenza del Comune capoluogo che ha parzialmente provveduto con il traliccio in via Pelosa, che però dovrà essere spostato. Nella replica Castelluzzo ha sollecitato una pronta soluzione del problema.