Provincia di Ferrara

Sommario delle sezioni presenti in questa pagina:


Ufficio Stampa

Solidarietà e vicinanza di presidente e Consiglio per Valerio Verri e Marco Ravaglia
Migliorano le condizioni dell'agente provinciale
"Ci stringiamo attorno ai familiari, ai colleghi e agli amici della Guardia volontaria di Legambiente Valerio Verri, che nello svolgimento volontario di un servizio a tutela e difesa del territorio e della comunità ha perso la vita a seguito di una feroce e barbara aggressione".
Sono le parole usate dal presidente della Provincia, Tiziano Tagliani, e dall'intero Consiglio provinciale, dopo i fatti successi sabato scorso, 8 aprile, quando durante una perlustrazione serale per contrastare il fenomeno della pesca di frodo nel Mezzano Valerio Verri e l'agente provinciale Marco Ravaglia sono stati brutalmente aggrediti dal ricercato Igor Vaclavic (il cui vero nome sarebbe Norbert Feher), il quale ha ucciso il primo e ferito gravemente il secondo.
Parole di solidarietà e vicinanza di presidente e Consiglio provinciale estese anche all'agente della Polizia provinciale di Ferrara, tuttora ricoverato all'ospedale Bufalini di Cesena, con l'augurio di pronta e completa guarigione e di ritorno in famiglia e al suo lavoro.
Tiziano Tagliani e i consiglieri provinciali si rivolgono infine a forze dell'ordine, militari e carabinieri, rivolgendo il loro grazie per le intense, impegnative e continuate operazioni di ricerca ancora in corso in territorio ferrarese, con l'auspicio che si concludano presto col massimo successo.


Sabato 15 aprile si sono svolti i funerali di Valerio Verri nella chiesa di Ospital Monacale cui hanno presenziato il presidente della Provincia, Tiziano Tagliani, e il comandante Claudio Castagnoli, insieme con tutti gli agenti della Polizia provinciale di Ferrara.


Carlino Ferrara - mercoledì 3 maggio 2017 - pag. 2
MIGLIORANO in maniera lenta ma costante le condizioni di Marco Ravaglia, l’agente di polizia provinciale rimasto gravemente ferito sabato 8 aprile a Trava di Portomaggiore. Dopo il trasferimento all’ospedale di Cona (inizialmente era stato trasportato al Bufalini di Cesena) ha iniziato a muovere qualche passo e a rimanere seduto per qualche ora. Chi ha avuto modo di vederlo ha parlato di un paziente sempre meno sofferente anche se il percorso di guarigione e di riabilitazione si annuncia piuttosto lungo. Ravaglia è già stato sentito dai carabinieri sui fatti di quella sera e presto potrebbe essere ascoltato nuovamente.


La Nuova Ferrara - giovedì 4 maggio 2017 - pag. 9
Ravaglia sta meglio e presto sarà interrogato dal pm

«Le sue condizioni cliniche sono buone e si alimenta. Il decorso post-operatorio chirurgico è in via di completa risoluzione. Il paziente è stato sottoposto a tutte le necessarie consulenze ed è in corso un trattamento di supporto riabilitativo fisioterapico quotidiano». Così recita il bollettino medico diffuso ieri mattina dai sanitari dell'ospedale di Cona sulle condizioni di Marco Ravaglia, l'agente di Polizia provinciale ferito da Norbert Feher, alias Igor Vaclavic, sabato 8 aprile nel Mezzano. L'agente è ricoverato da una settimana nell'Unità operativa di Chirurgia 2 a Cona, diretta dal professor Paolo Carcoforo, dove è stato trasferito dal 'Bufalini' di Cesena nel quale era stato sottoposto a diversi interventi chirurgici per estrarre i tre proiettili conficcati nel suo corpo. Ravaglia, 53 anni, residente a Portomaggiore, quella sera era in servizio di pattuglia anti-bracconaggio nelle campagne ferraresi con la guardia volontaria Valerio Verri, ucciso dal killer.
Nelle settimane scorse non era stato possibile interrogarlo nel modo più adeguato -viste le sue condizioni - e pertanto solo la settimana prossima potrà raccontare al pubblico ministero Ciro Savino i dettagli della tragedia dell'agguato di Igor/Norbert.


Carlino Ferrara - giovedì 4 maggio 2017 - pag. 2
BOLLETTINO MEDICO «È MOLTO DEBILITATO E CON IL CUORE A PEZZI PER VALERIO»

PASSO dopo passo, ma con il cuore a pezzi in ricordo dell’amico Valerio Verri. Migliorano le condizioni di Marco Ravaglia, l’agente della polizia provinciale ferito gravemente l’8 aprile in via Mondo Nuovo, nel Mezzano, da Igor/Norbert, il killer ancora in fuga. «Sta meglio ma è ancora molto debilitato – spiegano i sanitari –, servirà del tempo per rimettersi in forma». 
Ravaglia è ancora ricoverato a Cona, nel reparto di Chirurgia 2, dove è stato trasferito la settimana scorsa dopo un prima periodo all’ospedale Bufalini di Cesena. «Le condizioni cliniche del 53enne – spiega il Sant’Anna in una nota – sono buone e si alimenta. Il decorso postoperatorio chirurgico è in via di completa risoluzione». Ravaglia, aggiunge subito, «è stato sottoposto a tutte le necessarie consulenze ed è in corso un trattamento di supporto riabilitativo fisioterapico quotidiano». 
L’agente provinciale era stato sottoposto a quattro interventi chirurgici per estrarre i tre proiettili che lo avevano attinto al torace, alla spalla e al collo. Sempre la settimana scorsa ha ricevuto la graditissima visita di Francesca ed Emanuele, figli di Valerio Verri, la guardia ecologica volontaria vittima nell’agguato del Mezzano...


Carlino Ferrara martedì 9 maggio 2017 - pag. 5
«Marco sta bene ma è provatissimo» Ravaglia trasferito al San Giorgio

ANCORA una tappa verso la vita. Un altro gradino verso una normalità tutta da ricostruire. Giorno dopo giorno. Marco Ravaglia – l’agente della polizia provinciale ferito dal killer in fuga, Norbert Feher – ieri pomeriggio è stato trasferito dall’ospedale di Cona alla clinica San Giorgio. Sta meglio, anche se il muro di occhi bassi dei familiari lo protegge dal mondo.
UN MONDO che ancora, per lui che ha sentito il ferro della morte, è la rimessa in località la Trava – a Portomaggiore – dove assieme alla guardia volontaria Valerio Verri, ha trovato le canne puntate del killer. «Sta meglio ma oggi (ieri pomeriggio , ndr) è un po’ stanco. Sa.. un po’ di trambusto in questi giorni». Ieri poco dopo l’ora di pranzo Marco Ravaglia è uscito dal suo secondo ospedale – dopo il primo ricovero al Bufalini di Cesena, subito dopo l’aggressione – per entrare alla clinica San Giorgio. La sua terza tappa prima del ritorno.
IL SUO TERZO LETTO d’ospedale prima di tornare a casa sua. Ma ci vorrà ancora un po’ di tempo. Al secondo piano del San Giorgio c’è la sua stanza. Il letto accoglie le carni ferite a colpi di pistola di un sopravvissuto alla mattanza di Igor Norbert. Accanto a lui la moglie. I parenti e gli amici più stretti si avvicendano dalla camera alla saletta di attesa. Le grandi vetrate della struttura rifraggono i raggi di luce. Gli sguardi dei parenti guardano in basso, non cercano risonanza ma silenzio. Cautela e rispetto. «Grazie di tutto ma non è ancora il momento di parlare. Magari nei prossimi giorni. «Scusate... Marco sta ancora riposando e non si sente in forze».
MARCO RIPOSA nella camera del San Giorgio nell’attesa che inizi la fase della riabilitazione. La riabilitazione di un uomo che agli inquirenti ha raccontano, per fotogrammi d’orrore, quello che si prova quando si è investiti da una pioggia di fuoco, un amico cade – freddato dal killer – e sul tuo volto piomba lo sguardo di un assassino che in pochi secondi deve decidere se darti il colpo di grazia. Marco Ravaglia riposa, al piano due del San Giorgio. Fuori, oltre le grandi vetrate della clinica, la città scorre come tutti i giorni.
FUORI I CORPI d’élite del suo Paese stanno dando la caccia all’uomo più ricercato d’Italia. Un caccia – su ogni centimetro della zona rossa, tra Argenta e la Bassa Bolognese – al killer sulla cui strada sono incappati lui e Valerio Verri. Verri è morto sul colpo, freddato subito da Igor Norbert. Marco Ravaglia è sopravvissuto alla carneficina e adesso riposa, in attesa di ritrovare la sua linea della normalità.
Mattia Sansavini
Documento pubblicato il 13/04/2017 - Ultimo aggiornamento: 16/05/2017
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