Provincia di Ferrara

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Ufficio Stampa

Siccità: Emilia-Romagna dichiara lo stato di crisi regionale

Siccità. Il Presidente Bonaccini dichiara lo stato di crisi regionale. Introdotta la possibilità di derogare agli attuali limiti di prelievo di acqua
Le assessore Gazzolo e Caselli: "La dichiarazione dello stato di emergenza nazionale è indispensabile. Continua il pressing sul Governo perché dia risposte al più presto sia alle criticità sull'idropotabile che sull'irriguo"

Bologna (16 giugno 2017) - Stato di crisi idrica per l’intero territorio regionale, da Piacenza a Rimini. Lo ha dichiarato oggi il Presidente Stefano Bonaccini con un apposito decreto, nell’attesa che il Consiglio dei Ministri riconosca lo stato di emergenza nazionale, come richiesto dalla Regione solo pochi giorni fa.“
Il Dipartimento Nazionale di Protezione Civile- spiegano Paola Gazzolo, assessore alla Protezione civile, e Simona Caselli, assessore all’agricoltura- concluderà lunedì l’istruttoria sulla nostra istanza, fondamentale per la deliberazione delle misure straordinarie necessarie ad affrontare la grave siccità che sta interessando in particolare le province di Parma e Piacenza”.
“Siamo quindi intervenuti con lo stato di crisi regionale- aggiungono- in attesa dell’approvazione dello stato di emergenza, che solo dopo la proclamazione dal parte del Governo permetterà di introdurre le attese deroghe e provvedimenti nazionali. Ne siamo consapevoli, e dal 30 maggio siamo al lavoro sulla grave emergenza in corso sia per l’uso potabile che irriguo”.
Il provvedimento del Presidente della Regione stabilisce la priorità dell’uso idropotabile dell’acqua nel caso in cui sia destinata a più utilizzi. Per le esigenze dell’agricoltura, la Giunta ha inoltre previsto la possibilità di derogare agli attuali limiti di prelievo della risorsa idrica, per accelerare le procedure di realizzazione degli interventi urgenti.
“Ora- concludono Gazzolo e Caselli- continua il pressing sul Governo perché, con lo stato di crisi, preveda disposizioni utili sia ad affrontare le criticità sull’idropotabile che sull’irriguo, per dare le risposte che anche il settore agroalimentare si attende”.


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Siccità. L'Emilia-Romagna verso la richiesta dello stato di emergenza nazionale
L'obiettivo è giungere nel più breve tempo possibile al riconoscimento da parte del Governo. Domani, 9 giugno, incontro in Regione per fare il punto della situazione


Bologna (9 giugno 2017) - La Regione Emilia-Romagna ha attivato le procedure per la richiesta dello stato di emergenza nazionale per la crisi idrica che ha colpito il territorio. Domani, 9 giugno, è convocato a Bologna un incontro con i soggetti interessati per raccogliere tutte le informazioni utili a motivare adeguatamente l’istanza da presentare al Dipartimento nazionale di protezione civile. Coordinati dalla Regione, parteciperanno alla riunione l’Agenzia regionale per la sicurezza territoriale e la Protezione Civile, Atersir, Arpae, Anbi (Associazione nazionale bonifiche) e Cer (Canale emiliano-romagnolo).
Il tema siccità è già stato affrontato lo scorso 29 maggio nell’ambito dell’Osservatorio permanente sugli utilizzi idrici del distretto idrografico del fiume Po, ma la Regione Emilia-Romagna – unica interessata dalla criticità – ha deciso di chiedere autonomamente lo stato di emergenza, anche per giungere il prima possibile al suo riconoscimento. Se autorizzato dal Governo, permetterà di mettere in campo misure straordinarie per affrontare la situazione che sta interessando in particolare i settori agricolo e potabile.
Le scarse precipitazioni cumulate da ottobre 2016 ad oggi hanno inciso sulla ricarica delle riserve idriche, sia degli invasi superficiali che nelle falde. I deficit maggiori si riscontrano nelle province di Piacenza e Parma dove, fino allo scorso maggio, le piogge cumulate risultano inferiori del 40-50% rispetto a quelle attese (ossia tra 200 e 300 mm in meno). Consistenti, ma meno intense, le carenze idriche nella parte centro-orientale del territorio dove si riscontrano deficit percentuali tra 20 e 40% (reggiano, modenese e gran parte della Romagna) e inferiori al 20% (ferrarese, bolognese e aree limitrofe del ravennate). Solo la costa risulta esclusa dalla situazione di difficoltà.



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Documento pubblicato il 09/06/2017 - Ultimo aggiornamento: 23/06/2017
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